Parlando a Davos, dal World Economic Forum che si sta svolgendo in questi giorni, il ministro Tria cerca di sdrammatizzare sulla situazione economica italiana affermando che «Una cosa è dire quali saranno le previsioni», un'altra è «dire quali sono le conseguenze e soprattutto drammatizzare in modo eccessivo, come ha fatto il fondo monetario, le conseguenze di questo rallentamento. L'Italia vede un rallentamento assieme all'Europa, ma in passato non ha prodotto crisi globali o europee». E ancora sulle voci di una nuova manovra economica afferma: «Escludo una manovra correttiva legata al rallentamento del tasso di crescita». «L'obiettivo di deficit concordato con la Commissione Ue riguarda il deficit strutturale, che significa che non tiene conto dell'andamento del ciclo economico. Non ci sono attualmente motivi per pensare a una manovra correttiva in base al fatto che c'è un rallentamento dell'economia», ha spiegato il ministro. Sottolineando anche che «Il sistema bancario italiano è solido e non ci sono situazioni che possano portare a crisi sistemiche». «La riduzione degli Npl va avanti come previsto con la Ue», ha aggiunto. Parlando strappo in corso con la Francia Tria ha affermato: «Non credo» che i dossier fra Italia e Francia, come Fincantieri o Alitalia, «possano risentire di quello che per ora è solo uno scontro mediatico. Non c'è alcun interesse italiano ad andare allo scontro con la Francia, la Germania o altri paesi europei. Si creano delle tensioni in periodo pre-elettorale».

Anche il ministro  dell'Economia francese Bruno Le Maire torna sull’argomento rispondendo ai giornalisti a margine del Forum economico mondiale «Non entriamo in polemiche puerili con l'Italia. L'Europa ha davanti a sé grandi sfide, e abbiamo bisogno che ognuno abbia senso di responsabilità davanti a queste sfide».