Secondo il capo-economista per l'Europa di Standard&Poor's, Sylvain Broyer, lo scenario del Pil italiano per il 2019 resta quello di una crescita, ma le stime del governo, e quindi la previsione di un +1% per l'anno in corso è «ottimistica», aggiungendo che se a gennaio non si verificasse un rimbalzo della produzione industriale l’agenzia potrebbe valutare di rivedere il proprio outlook economico. La crescita prevista per l’anno prossimo dall’agenzia  internazionale di rating è infatti «più lenta, al ritmo dello 0,7%, con consumi stabili ma prospettive più basse rispetto agli altri paesi Ue sugli investimenti».

Secondo Broyer siamo comunque in «una fase discendente del ciclo ma siamo ancora lontani, nello scenario base, da una recessione e anche da una stagnazione a meno che - evidenzia Broyer - i fattori temporanei che hanno pesato sulla produzione nei mesi scorsi si rivelino permanenti». Il Chief Emea Economist di S&P ha spiegato che, per quanto riguarda l'economia italiana, questa rimane in un trend crescita pur nel contesto di un rallentamento per l'intera congiuntura europea a causa di fattori temporanei come ad esempio, la frenata che ha interessato il settore automobilistico in seguito all'introduzione dei nuovi test sui gas di scarico. La crescita dell'economia dell'eurozona sarà più bassa e normalizzata e continuerà a beneficiare della politica della Bce che resterà fortemente accomodante.