Alcuni giorni fa il presidente della Bce, Mario Draghi, ha annunciato la sospensione per il 2019 del Quantitative Easing , l'acquisto di 2.600 miliardi di euro di debito che ha risollevato l'Eurozona, fornendo il contributo forse più decisivo alla ripresa dopo la grande crisi.

 

Il Quantitative Easing, o alleggerimento quantitativo, è uno strumento di politica monetaria non convenzionale a cui si fa ricorso, quando c’è una crisi di liquidità, per aumentare i volumi di denaro in circolazione, per stimolare l’economia quando questa attraversa un momento di crisi. L’acquisto di titoli di Stato o altre obbligazioni sul mercato permette la possibilità di circolazione di nuova moneta nel sistema finanziario, con l’obiettivo di ridurre il costo del denaro e favorirne quindi lo scambio attraverso prestiti e transazioni.

 

Draghi, durante la conferenza stampa, ha spiegato che all'unanimita' il consiglio direttivo ha deciso che, se da una parte gli acquisti "netti" di titoli terminano a dicembre, dall'altra la Bce manterrà il proprio portafoglio intatto. Lo farà reinvestendo il capitale dei bond che le verranno via via rimborsati "per un periodo prolungato dopo che avrà iniziato ad alzare i tassi d'interesse principali, e in ogni caso per tutto il periodo necessario".

 

Un'uscita soft, quindi, dal quantitative easing per di più con l'unanimità dei membri del consiglio dopo numerose divergenze. Una Bce che resta pronta a intervenire se necessario di fronte a imprevisti, anche riaprendo il rubinetti degli acquisti netti di titoli. E che si accompagnerà a tassi fermi ai minimi record almeno fino al quarto trimestre 2019, come oggi ha confermato Draghi.

 

 

Tuttavia gli effetti della fine del ‘QE’ sulla nostra economia dovranno essere ponderati sulla base di altre variabili, a cominciare dalle soluzioni che la Bce deciderà di adottare per far fronte ad un’instabilità economica ben più ampia. L’unica certezza è che la Banca Centrale Europea manterrà i tassi di interesse invariati fino all’estate 2019, ma il rischio di un’imminente recessione fa tremare i mercati che chiedono soluzioni più coraggiose, efficaci e a breve termine.

 

Due sono sono i possibili scenari per l’economia nostrana:  il reinvestimento dei titoli in scadenza o Il lancio di una nuova “Tltro”. Nel primo caso, La Banca Centrale Europea potrebbe reinvestire le obbligazioni per tranquillizzare i mercati, per poi porre fine gradualmente al reinvestimento in base ai segnali che arriveranno dall’economia dell’Eurozona. Nella seconda ipotesi invece è possibile che Draghi consideri l'opzione di dare vita ad un nuovo giro di aste di liquidità a buon mercato. Questa soluzione fornirebbe scorte di credito a prezzi vantaggiosi, le cosidette“Operazioni di rifinanziamento a lungo termine mirate” o Tltro (Targeted long term rifinancing operation).