Il presidente dell'Istat Maurizio Franzini esamina gli obiettivi di crescita fissati dal governo durante le audizioni in corso alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato: «Un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica, in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi». Aggiunge poi che, per conseguire l'obiettivo di crescita del Pil all'1,2% nel 2018 previsto dalla Nota di aggiornamento al Def, «in termini meccanici, sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari al +0,4% nel quarto trimestre dell'anno in corso». 

La fiducia in questi numeri è pesantemente condizionata dal fatto che la crescita economica dell'ultimo trimestre è stata nulla. Secondo Franzini, prospettive di crescita a breve termine sarebbero possibili ma deboli o comunque tendenti al peggioramento.

Importante inoltre tenere in considerazione i seguenti elementi: il reddito di cittadinanza, che porterebbe un aumento del Pil tra lo 0,2% e lo 0,3% - sempre nell'ipotesi che corrisponda a un aumento dei trasferimenti pubblici pari a circa 9 miliardi -, il fatto che 4 famiglie su 10 sono sotto la soglia di povertà, sempre in base ai dati Istat, e che l'erogazione del reddito di cittadinanza potrebbe causare problemi di equità se non viene messa in relazione alle condizioni di godimento dell'abitazione in cui tali famiglie vivono (proprietà o affitto), la questione delle liste d'attesa per visite specialistiche e della rinuncia a cure mediche per motivi economici, oltre alla previsione di un aggravio fiscale per le imprese con le misure in Manovra.