Continua la tensione sui mercati legata alla forte instabilità della situazione italiana. La manovra finanziaria, infatti, sarà con tutta probabilità bocciata dalla Commissione della Ue, preoccupata di creare un grave precedente. Alle istituzioni comunitarie - infatti - non è piaciuto lo scostamento delle intenzioni di questo governo dalle regole e dai patti stabiliti in ambito europeo. Un deficit che torna a crescere, dopo anni di decremento, e pochi investimenti strutturali, hanno fatto storcere il naso a molti altri Paesi membri, tra cui l’Austria del cancelliere Sebastian Kurz che ha formalmente chiesto alla Commissione di bocciare una simile manovra, incoerente con i dettami della Ue. Nonostante i richiami provenienti dai commissari, tuttavia, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha confermato i piani del governo.

Sono in molti in effetti gli osservatori internazionali, economici e politici, a far notare come la Commissione non abbia altra scelta che bocciare il bilancio italiano. Fra gli indicatori, il primo a risentirne è sicuramente lo spread. Il differenziale fra i titoli di Stato nostrani e quelli tedeschi apre infatti a quota 310 punti, registrando una flessione durante la mattinata che lo porta ad attestarsi attorno a 300.

Seconda tessera del domino su cui ricadono gli effetti di queste tensioni è quella della Borsa. Gli indici milanesi aprono in ribasso, coerentemente - a dire il vero - con diversi titoli in giro per il pianeta, dove si aprono scenari di forte instabilità. Il Ftse Mib apre a -1%, per poi risalire di qualche decimo, staccando gli altri indici: Parigi, che perde l’1,7%, Londra, che cede l’1,1 e Francoforte che sprofonda a -2,2%. A pesare sulla Germania è anche il timore di alcune big (come Bayer) di una guerra legale contro i prodotti di Monsanto giudicati cancerogeni.

Problemi anche per l’euro, che apre in calo sotto quota 1,15 dollari. Il cambio attuale per la moneta unica è di 1,1449 dollari e 128,67 yen.