C’è ancora tensione sui mercati nei giorni successivi all’annuncio della manovra fiscale espansiva da parte del governo giallo verde. Lo spread si fa sentire già in apertura, arrivando prima a lambire e poi a sfondare il limite di 300 punti, rientrando attorno ai 297 punti dopo mezzogiorno. Una situazione che non si vedeva dai difficili giorni di maggio, quando il destino dell’Italia risentiva delle incertezze sulla formazione del nuovo governo. Un nervosismo - quello dei mercati - che è davvero trasversale: dai titoli di Piazza Affari che vedono solo rosso, alla maggioranza di governo che inizia a mostrare qualche crepa. Secondo i leghisti - infatti - l’incertezza maggiore è causata dal reddito di cittadinanza, una misura ancora poco chiara per quanto riguarda platea e meccanismo.

Cala a picco anche l’Euro, travolgendo le altre valute europee. Secondo l’agenzia Bloomberg a fungere da zavorra per il nostro conio potrebbero essere state le parole del presidente leghista della commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi: «Se l'Italia avesse una propria moneta risolverebbe gran parte dei problemi». Parole che sono suonate come un pericoloso avvertimento per la sopravvivenza della moneta unica, a tal punto da costringere il premier Giuseppe Conte a raddrizzare il tiro. «L'Italia è un Paese fondatore dell'Unione Europea e dell'Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo - ha detto il presidente del Consiglio - l'euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile». «Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione - ha precisato il capo del governo - che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di governo».

Il differenziale fra il rendimento dei Btp italiani e dei bond tedeschi nel frattempo continua a salire: il giorno dopo lo scontro del governo con l’Unione Europea e le dure parole di Jean Claude Juncker sul futuro dell’Euro, lo spread arriva oltre i 300 punti base. Anche Piazza Affari risente negativamente delle fibrillazioni, con una perdita che a metà giornata raggiunge, sull’indice Ftse Mib, il -1,4%. Stessa sorte per gli altri listini europei: Londra a -0,5%, Parigi e Francoforte perdono quasi un punto con Madrid che invece lo supera. La raffica di sospensioni dei titoli bancari vista negli scorsi giorni nella Borsa italiana sembra essersi calmata, ma il rosso continua a dominare: Mps perde il 5% rischiando di perdere quota due euro, Banco Bpm il 3,6%, Carige, Ubi e Unicredit più di tre punti percentuali, con Intesa in calo del 2,5%. Prova a tenere Eni, mentre Astaldi continua a non fare prezzo in calo teorico del 24%. Il rendimento del Btp decennale è del 3,39% dopo una fiammata al 3,43%, massimo dalla primavera 2014.

Grande peso sui mercati (e sull'euro che resta debole a 1,1538 dollari) hanno avuto dunque le parole di Borghi. «Sono straconvinto - ha detto il presidente della commissione Bilancio della Camera a Radio Anch'io - che l'Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei propri problemi. Il fatto di avere il controllo sui propri mezzi di politica monetaria è condizione necessaria - ma non sufficiente - per realizzare l'ambizioso ed enorme programma di risanamento. Ma per fare questo passo ci vuole accordo e consapevolezza da parte dei cittadini. Avessimo voluto andare oggettivamente allo scontro con l'Unione europea per arrivare a questo risultato, avremmo dichiarato il 3,1 come deficit, non il 2,4. In realtà noi semplicemente vogliamo fare le politiche che in questo momento sono il minimo indispensabile per permettere alla nostra economia di stare un po' meglio».

Parte tuttavia l’allerta del vicepremier Luigi Di Maio contro i mercati: «Se qualcuno sta sperando di far tornare indietro il Governo sui numeri della manovra attraverso lo spread sappia che noi non torneremo indietro di un millimetro», ha detto il capo politico del M5S alla radio Rtl aggiungendo che «se necessario spiegheremo questa manovra nelle piazze» per far conoscere le misure adottate per la crescita dell'economia. Secondo Di Maio il governo è «compatto». «Le parole e le minacce di Juncker e di altri burocrati europei continuano a far salire lo spread, con l'obiettivo di attaccare il governo e l'economia italiane? Siamo pronti a chiedere i danni a chi vuole il male dell'Italia», dice l’altro vicepremier, il ministro dell'Interno Matteo Salvini. «Ci faranno fare la fine della Grecia» avverte tuttavia il dem Michele Anzaldi, mentre il presidente dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo Udo Bullmann è convinto che «l’Italia non è la nuova Grecia, perché ciò che sta accadendo in Italia non è tanto una questione di economia ma di politica. La coalizione al governo sta facendo di tutto per organizzare un conflitto con le istituzioni europee, tentando di raccontare una storia che li protegga a casa propria», spiega.