Alla fine è il gruppo statunitense Michael Kors ad aggiudicarsi la corsa al marchio Versace. La casa d’abbigliamento americana, infatti, ha acquistato la nota azienda nostrana per 2 miliardi di dollari. Ed è proprio la cifra, così alta, che ha permesso a Michael Kors di rilevare il marchio della Medusa sbaragliando gli altri concorrenti, come Tapestry o la francese Kering.

 

Addirittura quest’ultima casa, di proprietà francese, avrebbe trattato a lungo un’offerta poco superiore al miliardo di euro, staccata quindi di quasi la metà dalla ben più ghiotta offerta degli americani. 

 

Quello delle vendite degli asset italiani nei settori del lusso e della moda è un trend che sta coinvolgendo diverse sigle. Le famiglie che storicamente ne hanno detenuto il marchio, adesso lo cedono a investitori globali, più avvezzi al mercato delle grandi multinazionali. Così, il destino di Versace potrebbe essere presto anche quello di Ferragamo, che le indiscrezioni vogliono ceduto a fondi di private equity, o di Trussardi, ancora guidata dalla famiglia omonima e in procinto di essere venduta al fondo di turnaround della Cdp, Quattro R

 

Una valutazione, quella di Versace, che non stupisce: una maison globale, un marchio conosciuto su tutta la terra e grandi prospettive per il mercato d’oltreoceano. Tuttavia l’azienda è reduce da una fase di riassetto, che dopo la perdita di 7,4 milioni nel 2016 solo ora ha rivisto i conti in verde, con un utile di 15 milioni. Inoltre, stando ad alcune indiscrezioni, Michael Kors finanzierà l’acquisto con debito bancario, rumor che è costato al titolo 7 punti percentuali nella giornata di ieri a Wall Street. Infatti, se le cifre saranno confermate, Versace è stata valutata quasi tre volte il fatturato del 2017 (668 milioni di euro) e quasi 43 volte il margine operativo lordo (44,6 milioni di euro). Ma negli obiettivi del colosso americano c’è quello di creare un gruppo del lusso, in un percorso iniziato già l’anno scorso con l’ingresso in Jimmy Choo

 

Ma non tutto è perduto per gli eredi Versace. La famiglia, che attualmente possiede l’80% della casa tramite la holding Givi, dovrebbe rimanere all’interno della compagine societaria. Lo farà sicuramente Donatella Versace, mentre Blackstone, il fondo Usa che aveva rilevato il 20% del marchio nel 2014, cederà tutte le sue quote

 

Il perché Versace ha deciso di vendere è molto semplice: dopo una profonda e lunga fase di ristrutturazione, supportata proprio da Blackstone, il gruppo ha adesso bisogno di grandi investimenti e di rivalse internazionali, che solo all’interno di un’azienda globale come Michael Kors potevano essere coltivati. 

 

Il governo italiano, tramite il vicepremier Matteo Salvini, ha espresso però qualche perplessità riguardo all’affare, dicendosi «stufo che i migliori marchi della moda, dell’alimentazione, della tecnologia italiana vengano comprati all’estero».