Su segnalazione di singoli consumatori e di alcune associazioni, l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha avviato due istruttorie nei confronti di Sky e Perform, la società inglese che detiene Dazn, per presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori, «con riferimento alla commercializzazione dei pacchetti delle partite di calcio per la stagione 2018-2019».

Secondo il Garante, infatti, Sky «avrebbe adottato modalità di pubblicizzazione dell'offerta del pacchetto calcio che, in assenza di adeguate informazioni sui limiti dell'offerta relativi alle fasce orarie, potrebbero avere indotto i nuovi clienti ad assumere una decisione commerciale non consapevole».

Per quanto riguarda i clienti già abbonati al servizio, Sky ha messo in pratica un atteggiamento che «potrebbe presentare profili di aggressività». Infatti nonostante il «significativo ridimensionamento» del ventaglio di offerta del colosso di Rupert Murdoch, Sky avrebbe portato i clienti a rinnovare l’abbonamento «nell'erroneo convincimento che l'offerta non fosse mutata». Secondo l’Autorità, inoltre, la pay-tv non avrebbe informato i clienti «sulla possibilità di recedere dal contratto senza penali, costi di disattivazione e senza la restituzione degli sconti fruiti». Infine Sky potrebbe anche aver violato l’art. 65 del Codice del Consumo, «non avendo acquisito il consenso del consumatore rispetto alla nuova opzione del pacchetto calcio 2018-2019».

Per quanto riguarda invece il gruppo Perform, sarebbe finito sotto il mirino dell’Antitrust lo slogan «quando vuoi, dove vuoi», dal momento che illude il consumatore «di poter utilizzare il  servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione». Inoltre Dazn avrebbe pubblicizzato la possibilità per i clienti di fruire di un «mese gratuito senza contratto», mentre in realtà il consumatore stipula un contratto vero e proprio con rinnovo automatico, con la «conseguente esigenza di esercitare l'eventuale recesso per non rinnovarlo».

E ancora «l’iscrizione per la fruizione gratuita del primo mese comporta l'automatico addebito dell'importo per i mesi successivi, in quanto il consumatore, creando l’account, darebbe inconsapevolmente il proprio consenso all'abbonamento al servizio, dovendosi attivare per esercitare il recesso e quindi evitare gli addebiti automatici». Secondo il Garante, queste condotte integrerebbero gli illeciti previsti negli articoli 21, 24 e 25 del Codice del Consumo, presentando «sia profili di ingannevolezza rispetto alle informazioni comunicate sulle caratteristiche tecniche di fruibilità del pacchetto e alle modalità di adesione all'offerta, sia profili di aggressività». Infine Dazn potrebbe aver esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti che alla fine del mese gratuito «potrebbero subire un addebito automatico quale conseguenza della sottoscrizione inconsapevole di un contratto».