Si è riunito questa mattina il Consiglio direttivo della BCE a Francoforte, per discutere alcuni punti caldi che interesseranno l’economia dell’eurozona nei prossimi mesi. Prima decisione fondamentale è quella di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e marginali e sui depositi presso la banca centrale. I tassi infatti rimarranno rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40% «almeno fino all’estate 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine».

Un’altra conferma attesa nella riunione di questa mattina verteva sul programma di acquisti netti di titoli che - come anticipato - sarà concluso il prossimo dicembre. Già a partire da ottobre gli acquisti verranno ulteriormente ridotti a 15 miliardi di euro al mese dai 30 miliardi attuali. Contemporaneamente il Consiglio ha anche ribadito l’intenzione di mantenere «a lungo» lo stock di titoli già accumulati, rinnovandoli dunque alla loro scadenza «per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario».

Secondo il presidente della BCE, Mario Draghi, «nonostante le incertezze sul commercio globale, i dati indicano che l'Eurozona procede su un terreno di crescita solida e diffusa». Il governatore spiega inoltre che anche l'inflazione continuerà a riavvicinarsi ai livelli desiderati dalla Bcc, ma «uno stimolo monetario significativo è ancora necessario». «Nell'eurozona i rischi per le prospettive di crescita restano sostanzialmente bilanciati anche se sono più evidenti le incertezze connesse a fattori di carattere globale, - dichiara poi il presidente - fra cui la minaccia di maggiore protezionismo. Inoltre, il rischio del perdurare di un'accentuata variabilità nei mercati finanziari necessita un'attenta osservazione». Secondo Draghi poi «per poter fruire appieno dei benefici derivanti dalle nostre misure di politica monetaria, le altre politiche devono contribuire in modo più decisivo a incrementare il potenziale di crescita a più lungo termine e a ridurre le vulnerabilità». Sull’incontro fra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Jucker, il governatore della BCE sostiene che «è un buon segno, perché in un certo senso mostra che c'è di nuovo la volontà di discutere le questioni commerciali in un contesto multilaterale» anche se «è troppo presto per affrontare i contenuti effettivi». Il presidente della banca centrale ha anche espresso tutta la solidarietà e «la vicinanza al popolo greco», recentemente colpito da una serie di grossi incendi, da parte di tutto il Consiglio Direttivo: «In Grecia stiamo assistendo a un dramma di proporzioni immani», ha concluso Draghi in conferenza stampa.

Altro importante punto all’ordine del giorno era la conferma dell’autorizzazione rilasciata ieri ad Iccrea Banca per la costituzione del gruppo bancario cooperativo di Iccrea. La decisione arriva tra l’altro con un mese di anticipo rispetto al limite di 120 giorni previsti dall’invio dell’istanza (che Iccrea ha presentato lo scorso 27 aprile). Adesso il gruppo bancario potrà nascere. «L’autorizzazione della BCE è per noi un risultato di grande soddisfazione - commenta Giulio Magagni, presidente di Iccrea Banca - È un altro passo importante a cui siamo giunti dopo un intenso lavoro». «Il modello di governance contenuto nell’istanza che abbiamo presentato è volto a garantire la solidità delle Bcc, preservandone l’autonomia e la natura mutualistica per consolidare il loro sostegno al territorio», prosegue Magagni. Soddisfazione anche da parte di Leonardo Rubattu, Direttore Generale di Iccrea Banca, che sottolinea come il nascituro gruppo bancario sarà la prima banca locale del Paese. Il neo costituito gruppo bancario cooperativo di Iccrea potrà contare su 144 Bcc, 4 milioni di clienti, 2.600 sportelli presenti in 1.720 comuni italiani, un attivo di circa 150 miliardi, un patrimonio netto di 11,4 miliardi ed un Cet1 ratio superiore al 15 per cento. Queste dimensioni collocano complessivamente il gruppo come la prima banca locale del Paese e tra i primi 4 gruppi bancari italiani.