FCA non molla e non si arrende: nonostante il titolo ieri ha subito un duro colpo per via dell’avvicendamento negli incarichi direttivi, seguito all’improvviso aggravarsi delle condizioni di salute di Sergio Marchionne, l’azienda marcia verso la stabilizzazione.

Negli ultimi giorni dunque Mike Manley si è insediato nella poltrona più importante del gruppo, mentre Louis Camilleri, reduce dal cda di Philip Morris, guida adesso la Ferrari. Mentre la perdita di FCA è stata contenuta, più disastrosa è stata quella di Ferrari che ha perso quasi il 5%.

Gli economisti calcolano che l’intera galassia di titoli collegati, dunque considerati anche Cnh Industrial e la holding Exor, ha perso nelle ultime ore più di 2 miliardi di capitalizzazione. Fortunatamente i titoli di FCA e Ferrari oggi sembrano ripartire in verde, aprendo entrambi con un recupero superiore all’1%, in un trend positivo che caratterizza tutti i membri del gruppo.

Gli analisti non sono pessimisti: l’arrivo di Mike Manley alla guida di FCA infatti non sarà sinonimo di cambio di marcia. La continuità operativa stabilita dall’azienda e confermata a Balocco nel giugno scorso sarà garantita. Unico punto oscuro sarà la forza che il nuovo ad saprà imprimere alle trattative, specie dopo un esperto come Marchionne. Diversa la situazione del Cavallino rampante: lì Marchionne sarebbe dovuto rimanere fino al 2021, e non fino al 2019 come in FCA. Dunque c’è ancora un piano industriale da disegnare e svelare, entro settembre, e sarà tutto compito di Camilleri.

Si ricordi, inoltre, che Mike Manley ha assunto anche le deleghe di Alfredo Altavilla, prima a capo del settore europeo e ora dimessosi per non aver ricevuto la promozione attesa. Manley invece era a capo del marchio Jeep dal 2009, un settore che ha segnato un enorme successo negli ultimi anni. Le vetture con questa effige sono state la punta di diamante del gruppo in questo periodo e secondo i commentatori Manley saprà gestire al meglio la successione, portando a compimento il piano industriale previsto per il quadriennio 2018-2022