Deciso calo dei neet (i giovani che non studiano e non si formano) negli ultimi tre anni. Come riporta l’Istat a trainare i numeri positivi sono i ragazzi con un titolo di studio medio alto. Tra questi calano dal 28,3% 2014 al 25,5% del 2017 i ragazzi con il diploma e dal 26,4% al 21,4% i giovani con quelli con almeno una laurea triennale. In discesa (minima), dal 23,9% al 23,4%, la quota di coloro che hanno al massimo il titolo di scuola secondaria inferiore. I dati sono disponibili sul “Rapporto Istat 2017 sui livelli d’istruzione”.

Lo scorso anno, l’istituto ha stimato, che tra i 2 milioni e 189 mila giovani che non lavoravano e non si formavano, il 41% ha cercato attivamente lavoro mentre il 29,8% si poteva considerare forza lavoro potenziale. I dati sono, però, ancora distanti dai livelli precrisi quando i numeri dei Neither in employment nor in education and training (neet) si attestava al 19,3%.

I neet sono stati in crescita in Italia dall’inizio della crisi economica del 2008 fino al 2014, mentre dal 2015, in contemporanea con la ripresa economica, il numero di ragazzi che non si formavano e non studiavano è iniziato a calare gradualmente.

La quota dei giovani italiani resta comunque superiore sia rispetto a quella dei Paesi dell’Unione Europea sia rispetto al valore medio Ue (13,4%). Dall'inizio della crisi economica il differenziale tra l’Italia e gli Stati Membri è aumentato notevolmente e solo la Spagna ha registrato incrementi simili ai nostri, ma a Madrid è stata anche molto più decisa l'inversione di tendenza degli ultimi anni.