Il rapporto tra qualità e mercati di nicchia del settore agroalimentare sarà uno degli argomenti su cui i giovani agricoltori discuteranno al Convegno Quadri del 7/8 giugno a Roma, che Anga - l'Associazione che riunisce i giovani imprenditori agricoli -  ha organizzato per festeggiare i suoi primi 60 anni.

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista del Convegno Quadri di giugno, Vocealta.it ha intervistato Nicolò Giovinazzi, presidente di Anga Taranto, che parteciperà all'iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda.

«La mia è una ditta individuale, in collaborazione con alcuni membri della mia famiglia. Come “Azienda Agricola Giovinazzi” abbiamo un impianto indipendente di biogas per la produzione di energia elettrica e poi una serie di colture tra cui uliveti, agrumeti, una parte di seminativo e una parte di bosco con una azienda faunistica-venatoria per un totale di 115 ettari».

Al Convegno Quadri si parlerà di qualità, sostenibilità e innovazione. Qual è il suo parere in merito a questi argomenti?

«Il discorso sulla qualità è stato affrontato in altri tavoli di lavoro con la specifica dei prodotti di nicchia e le problematiche legate alla creazione, sponsorizzazione e vendita di un prodotto creato in piccole quantità. Sempre sul discorso della qualità, Anga ha provato a unirla con la quantità grazie all’accordo con McDonald, tramite il progetto "#FattoreFuturo". A livello aziendale privato, l’impresa che gestisco sta cercando di diversificarsi attraverso la produzione di olio con un marchio che stiamo esportando in diversi ristoranti del mondo».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione?

«L’Anga ha la capacità di mettere in contatto ragazzi che hanno fatto le esperienze più disparate, facendogli capire le problematiche e le esigenze dei diversi territori e aiutandoli a risolvere le proprie. Ho fatto parte per un periodo del comitato di presidenza e questo mi ha fatto capire che la partecipazione attiva è una palestra da cui si può imparare tantissimo. Ci sono però anche delle note dolenti come la capacità di risolvere i problemi dei consociati o la carenza dei servizi. Si dice che una soluzione per risolvere le problematiche potrebbe essere legare Anga a Confagricoltura, ma questa idea non mi trova d’accordo».