Innovazione e qualità sono due temi che, unendosi ai modelli di sostenibilità, danno vita a prodotti altamente competitivi anche in mercati altamente concorrenziali. Si parlerà di questi argomenti ai tavoli del Convegno Quadri, organizzato da Anga – l’Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli – per il suo 60esimo compleanno, che si terrà il 7 e 8 giugno a Roma.

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista del Convegno Quadri di giugno, Vocealta.it ha intervistato Guido Pallini, presidente di Anga Grosseto, che parteciperà all'iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda.

«Ho 32 anni e gestisco l’azienda agricola di famiglia che conta circa trenta dipendenti. Sono laureato in economia e dopo anni di lavoro a Londra ho deciso di tornare per dirigere l’impresa. Il nostro business si basa sulla coltivazione di cereali e allevamento di bufale da latte. Circa tre anni fa, quando ho iniziato a dirigere la società, abbiamo avviato un caseificio e installato un impianto di biogas con lo scopo di utilizzare tutte le parti del prodotto che entrano nel circolo dell’azienda. Nutriamo i nostri allevamenti con i cereali che coltiviamo e utilizziamo gli scarti come combustibile per la centrale a biogas».

Il 7/8 giugno, al Convegno Quadri, si parlerà di qualità, sostenibilità e innovazione qual è il suo parere in merito a questi argomenti?

«Sono dei temi che impattano sulle aziende italiane (mediamente di piccole dimensioni) che devono confrontarsi con il mercato globale. Se si vuol raggiungere il successo bisogna essere sostenibili e combinare questi tre fattori. La qualità è necessaria perché non si può fare competizione sul prezzo con le grandi aziende, per cui l’unico modo per poter competere è proporre un prodotto migliore. Per far questo bisogna comunque innovare a livello di prodotto e di macchinari, prendendo in considerazione nuove tecnologie e i nuovi mezzi di comunicazione (whatsapp, socialnetwork). La tecnologia deve essere finalizzata alla sostenibilità economica, mentre la sostenibilità ambientale è molto importante ed è un elemento a cui il cliente tiene particolarmente e a cui tutte le imprese dovrebbero aspirare».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione?

«Sono entrato in Anga circa due anni fa e l’associazione è legata a doppio filo con la mia vita di imprenditore agricolo. Sono cresciuto insieme alla sezione di Grosseto sia come uomo sia a livello aziendale. Sono entrato convinto dai miei familiari accettando la sfida dell’essere attivo fin dal primo momento. Mi ha colpito il desiderio di collaborare e crescere insieme che si è sviluppato non solo tra i soci di una singola sezione, ma anche fra persone di città diverse e lontane. A livello provinciale c’è sempre un po’ di difficoltà a coinvolgere persone che non vedono un tornaconto economico diretto nell’attivarsi a livello associativo. Coloro che hanno partecipato in modo continuativo hanno poi proseguito confermandosi in ruoli dirigenziali in ConfagricolturaCredo che Anga sia la scuola che forma la classe dirigente di Confagricoltura del domani».