Abbandonare la città per dedicarsi alla vita di campagna è la caratteristica principale dei cosiddetti "Millenial farmers", i giovani che si costruiscono la propria realtà imprenditoriale nel settore agroalimentare. Molti loro saranno presenti al Convegno Quadri di Anga, l'Associazione Nazionale dei giovani agricoltori, che si terrà il 7 e l'8 giugno a Roma. 

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista dell'evento, Vocealta.it ha intervistato Francesco Creta, presidente di Anga Puglia, che parteciperà a questa iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda.

«Ho 35 anni e gestisco dal 2012 l’azienda di famiglia “Creta Francesco” a Lucera, in provincia di Foggia. Provengo da una tradizione di agricoltori e ho seguito un percorso di studi in giurisprudenza. Ho deciso comunque, in controtendenza, di abbandonare il centro per dedicarmi alla campagna. Sono dunque in una fase che posso definire “giovanile” e per questo non ho dato ancora una forma definita alla mia realtà. Ho iniziato a coltivare nell’ambito di prodotti di filiera e nell’ambito delle piante orticole e sono in una fase di sperimentazione. Il mio obiettivo è quello di arrivare a un prodotto finito che possa essere commercializzato. Inoltre, una parte dell’azienda è destinata a olivi e anche in quell’ambito sono in una fase di studio».

Al Cinvegno Quadri si parlerà di qualità, sostenibilità e innovazione. Qual è il suo parere in merito a questi argomenti?

«Sostenibile è un’azienda al passo con i tempi, sia sul versante ecologico che su quello innovativo. Si parla di un’azienda che inquina meno e che produce il giusto. E, soprattutto, che usa le tecnologie attuali per migliorare i livelli di efficienza».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione?

«Sono in Anga da quando ho 22 anni e ogni periodo ha rappresentato per me un’esperienza diversa. L’associazione è fondamentale per permettere agli agricoltori di comunicare e incontrarsi. La mission di Anga è quella di preparare la classe dirigente del futuro. È quindi necessario immaginare questo futuro prima di poterlo programmare. Potrei definire Anga, per questo, come una “palestra per l’immaginazione”. Nella mia regione, la Puglia, Anga è in una fase di riorganizzazione e di crescita. È una associazione storica e il nostro compito è quello di darle continuità e alimentarla, trovando risorse e persone nuove che possono farne parte. Per me Anga è un’istituzione».