Anga, l'associazione dei giovani imprenditori agricoli, incentiva i suoi associati a innovare e a riflettere sulle più importanti sfide del settore, attraverso eventi come il Convegno Quadri, che si terrà a Roma il 7/8 giugno.

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista del Convegno Quadri di Giugno, Vocealta.it ha intervistato Corrado Peratici, presidente di Anga Piacenza, che parteciperà all'iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda

«Sono Corrado Peratici, ho 27 anni e gestisco un’azienda agricola a Piacenza dal nome “Società Agricola Casa Bassa”. Siamo una ditta a conduzione familiare, giovane, composta da me e da mio fratello, entrambi soci dei giovani agricoltori. In azienda produciamo cereali e colture industriali (pomodoro) con dipendenti stagionali. Siamo attivi soprattutto sul territorio locale, infatti, i nostri principali clienti sono commercianti delle province limitrofe. Fuori dai confini provinciali esportiamo solo il pomodoro in trasformazione».

Si parlerà di qualità, sostenibilità e innovazione qual è il suo parere in merito a questi argomenti?

«Come Anga Piacenza abbiamo promosso la cultura dell’innovazione a tutti i livelli: energetico, per quanto riguarda gli allevamenti, sulla produzione dei cereali e degli ortaggi. Particolare rilievo ha ottenuto la promozione dell’innovazione tecnologica, che risulta essere molto sviluppata nel piacentino. Noto che ci sono programmi di gestione, di risparmio dei trattamenti fitosanitari piuttosto che dell’acqua. Il successo in questo particolare ambito è stato favorito dai giovani agricoltori che sono, solitamente, più propensi all’utilizzo di nuove tecnologie al passo con l’innovazione. Riguardo il tema della qualità è stato più volte rimarcato che noi imprenditori agricoli certifichiamo i prodotti per ottenere un prodotto oggettivamente buono e sano, che segua i disciplinari italiani (molto restrittivi). Sicuramente in futuro produrre prodotti di qualità sarà ancora più importante, ma il vero problema, che si è palesato già ora, sarà quello riguardante gli oneri che l’azienda agricola dovrà ottemperare per ottenere dal mercato le certificazioni di qualità».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione

«La storia tra la mia famiglia e Confagricoltura inizia dai miei nonni, che hanno gestito l’azienda prima di noi, e che hanno fatto sempre parte di questa associazione. Ho deciso d’impegnarmi in Anga perché l’ho vista operare dal vivo e la ritengo come una palestra per i giovani che vogliono intraprendere questa professione. All’interno dell’associazione dei giovani imprenditori agricoli si può trovare il confronto con i colleghi, un’opportunità per accedere a nuovi mercati e la testimonianza che gli agricoltori non sono soli, ma vivono e convivono con gli stessi problemi che, insieme, potrebbero essere risolti. Dico sempre che Anga è una palestra che può far crescere il singolo imprenditore, ma soprattutto chi si affaccia per la prima volta a questo mestiere».