Nel 2017 il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato una crescita del 3,9%. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Istat. I prezzi dei prodotti agricoli venduti sono risultati in forte rialzo (+6,2%) mentre i prezzi dei prodotti acquistati hanno segnato una crescita molto meno marcata (+1,6%); ne e' derivato un deciso recupero dei margini rispetto al 2016. Il valore aggiunto del comparto agroalimentare, che oltre al settore agricolo comprende quello dell'industria alimentare, e' cresciuto dell'1,2% in termini correnti, ma e' diminuito dell'1,5% in volume. A causa dell'andamento negativo dell'output, condizionato dalle avverse condizioni climatiche, le Unita' di lavoro sono diminuite complessivamente dell'1,2%. Risultati positivi si sono registrati, invece, per l'industria alimentare, in cui le Unita' di lavoro sono aumentate del 3%.

Per il secondo anno consecutivo gli investimenti nel settore agricolo hanno registrato un recupero (+3,3% in valori correnti e +1,7% in volume) dopo la pronunciata contrazione degli anni precedenti il 2016. Nel 2017 quasi tutte le componenti della produzione agricola hanno subito una marcata contrazione in volume. Il calo e' stato piu' forte nelle coltivazioni legnose (-5,4%), foraggere (-5,4%) ed erbacee (-5,1%). Solo le attivita' secondarie hanno segnato una dinamica favorevole (+3,5%). Stazionarie quelle di supporto. A livello territoriale la produzione ha segnato un modesto aumento in volume (+0,6%) solo al Sud mentre e' diminuita in tutte le altre ripartizioni: -3,4% nel Nord-est, -2,7% nelle Isole, -1,9% nel Nord-ovest.

La flessione piu' marcata e' stata registrata al Centro (-5,7%). Le regioni con il maggior calo produttivo sono state la provincia autonoma di Trento, il volume della produzione e' calato dell'11,2% e il valore aggiunto del 13,5%, e la Toscana con una flessione dell'8,8% della produzione e un calo dell'11,1% del valore aggiunto.

Con oltre 31,5 miliardi di euro correnti l'Italia si conferma nel 2017 al primo posto tra i paesi Ue per il livello del valore aggiunto dell'agricoltura. Nel complesso dell'Ue l'indicatore di reddito agricolo e' cresciuto nel 2017 dell'8,6%, sintesi di un incremento dei volumi produttivi (+0,6%) e dei relativi prezzi (+4,6%), cui si e' accompagnata una forte crescita del reddito dei fattori (+10%). La crescita dell'indicatore di reddito agricolo ha riguardato, in particolare, Danimarca (+62,3%), Germania (+27,5%), Paesi Bassi (+21,9%), Regno Unito (+18,8%), Francia (+10,4%), Romania (+7,5%), Italia (+3,9%) e Grecia (+3,1%). Una flessione si e' registrata, invece, in Spagna (-5,6%) e Polonia (-1,8%). Nel 2017, per la prima volta da molti anni, per l'Ue si è registrata una significativa inversione del rapporto tra i prezzi dell'output e i prezzi dell'input: i primi sono cresciuti del 4,6% mentre i secondi solo dello 0,7%