Lievi rallentamenti per l’economia della zona euro e nel commercio internazionale. Lo afferma l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia. Nella prima parte del 2018 l’economia italiana è cresciuta al pari dei trimestri precedenti, anche se la produzione nel settore manifatturiero e le esportazioni registrano lievi segnali negativi. L’occupazione continua il suo trend positivo nonostante la battuta d’arresto che riguarda l’impiego femminile. Non c’è da allarmarsi troppo, i valori anticipatori restano su livelli positivi per il futuro, ma si delineano scenari di crescita economica ridotta.

La fiducia delle imprese e delle famiglie è in discesa nel mese di aprile, pur restando a livelli molto elevati. L’indice che giudica la fiducia delle imprese risulta influenzato dai giudizi negativi riguardo le imprese legate al settore del commercio e al manifatturiero (che ha subìto un rallentamento nella consegna degli ordini), mentre cresce l’indice legato al comparto delle costruzioni.

Gli indicatori congiunturali dell’industria avevano già mostrato dati in flessione negli scorsi due mesi. Il volume delle esportazioni e gli indici della produzione industriale sono diminuiti rispettivamente dello 0,5% e dello 0,6% nel mese di febbraio (in confronto con il mese di gennaio 2018). Nel periodo dicembre-febbraio gli andamenti risultano differenziati a seconda del settore. Congiunture negative arrivano dai settori coke (-5%), alimentari (-0,5%) e farmaceutici (-1,3%), mentre i settori degli altri trasporti (+22,4%) e del tessile (+6,8%) registrano gli andamenti migliori. Nello stesso trimestre gli indicatori riguardanti i mercati esteri mostrano una crescita quasi invariata (+0,1%) rispetto al +3% del trimestre precedente. Il rallentamento è stato causato principalmente dalla poca vivacità di alcuni settori come quello dei mezzi di trasporto (-9,5% rispetto al +13,6% del periodo settembre-novembre) e delle automobili (-2,1% da +6,5%).

Gli indici restano comunque positivi e prevedono una crescita congiunturale dello 0,3% per il trimestre passato grazie soprattutto al sostentamento della domanda interna.