Nel mese di aprile cala la fiducia dei consumatori e delle imprese, mentre gli indici sul clima economico e riguardo il futuro mostrano lieve positività.

Secondo l’Istat, l’indice di fiducia dei consumatori diminuisce da 117,5 a 117,1 e quello delle imprese si riduce di 0,8 punti, da 105,9 a 105,1. Per i primi sono in peggioramento la condizione personale e quella corrente.

Tra le imprese, invece, cala decisamente la fiducia del settore manifatturiero, da 108,9 a 107,7, i servizi, da 107,2 a 106,4 e il commercio al dettaglio, da 105,0 a 97,5. Cresce la fiducia nel settore delle costruzioni, da 132,6 a 135,2, grazie alle aspettative sulla crescita dell’occupazione e al miglioramento dei giudizi sugli ordini.

Nel comparto manifatturiero la decrescita è influenzata dalle attese sulla produzione, dalle scorte di magazzino spesso in decumulo e dal giudizio degli ordini. Il settore dei servizi subisce il calo a causa degli indici sugli ordini e sugli affari. L’evoluzione negativa del commercio è frutto delle stime in discesa delle vendite della grande distribuzione di massa.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commenta negativamente i dati dell’Istat precisando che il clima negativo influenza i comportamenti economici delle famiglie, che, in un clima di minor fiducia detraggono i consumi e rinviano le spese a tempi migliori. ‹‹Si tratta di una preoccupante battuta d’arresto che potrebbe avere effetti negativi sui consumi delle famiglie già in fase fortemente critica – dichiara Rienzi - È di tutta evidenza che il calo della fiducia per consumatori e imprese è diretta conseguenza del clima di incertezza politica che caratterizza il nostro paese, e dell’assenza di un Governo a quasi due mesi dalle elezioni››.