In Italia cresce il numero dei posti a tempo indeterminato (+15.500) nel mese di febbraio, confermando il trend che vede una crescita costante da inizio anno. L’Inps spiega che, stavolta, non sarebbe frutto, solo, degli incentivi, ma derivante dalla spinta propulsiva del settore privato. A testimonianza di ciò su un totale di 310.000 contratti nuovi o trasformati nel tempo indeterminato, solo un quinto di questi ha goduto degli sgravi fiscali per gli under 35 contenuti dall’ultima legge di bilancio. A questi dati, l’istituto aggiunge il calo della cassa integrazione rispetto ai primi mesi dello scorso anno.

Analizzando nel dettaglio i contratti a tempo determinato si evidenzia un saldo positivo di 15.468 posti stabili derivanti da 120.191 nuovi contratti e 104.723 cessati. I dati descritti dall’Inps mettono in evidenza un saldo di +296.000 contratti nei primi due mesi dell’anno, rispetto ai 220.000 del 2017. Inoltre, rispetto allo stesso bimestre dello scorso anno, le assunzioni dei soli privati sono cresciute del 19,3% pari a 1.139.000.

Le cessazioni dei contratti, pari a 844.000 (in aumento del 14,8% rispetto all’anno precedente), indica un aumento della mobilità del mercato.

Esultano i sindacati che, attraverso le dichiarazioni del segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, si augurano di sfruttare «questa fase di congiuntura economica positiva e l'opportunità degli sgravi, è il momento di mettere al centro delle riflessioni del sindacato, delle imprese, della politica il tema della qualità del lavoro, con l'emergere dell'economia dei lavoretti' spesso legati alle piattaforme digitali».