Torna in segno positivo l’indice di produttività dell’economia nostrana, segnando un +0,9% nel 2017. Lo rivelano le tabelle dell’Istat, mostrando la crescita più notevole degli ultimi sette anni. Il dato più importante è che anche il mercato del lavoro è in risalita, con un +0,7% che è il miglior risultato dal 2013. La produttività del capitale, già in positivo, affretta il passo con un +1,4%. Il dato si basa sull’indice di efficienza e calcola il rapporto tra la ricchezza creata e i mezzi utilizzati per conseguirla. 

Segnali positivi che arrivano dopo quelli del 2016, caratterizzati invece da una negatività che aveva fatto registrare all’intera produttività un -0,4%. Medaglia d’oro per il numero positivo più alto va alla produttività del lavoro, reduce da un -1,0%. Come già segnalato, è la produttività del capitale a premere di più sull’acceleratore, passando dal +1,0% al +1,4%, quest’ultimo è il valore migliore dal 2010, anno del rialzo record del 2,3%. Purtroppo in discesa la produttività del capitale connesso a tecnologie e comunicazione, che segna un -0,8%, frenando tuttavia la caduta libera del 2016, quando aveva registrato un -2,9%.

L’Istat spiega il dato della produttività come l’indicatore che «misura la crescita del valore aggiunto attribuibile al progresso tecnico e ai miglioramenti nella conoscenza e nell’efficienza dei processi produttivi». I presupposti sono molti: l’innovazione dei cicli produttivi, nell’organizzazione del lavoro, i miglioramenti di valori come esperienza e istruzione