Si riaccende lo scontro sulle banche dopo la notizia che il padre di Maria Elena Boschi risulta indagato. Il presidente della Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Pier Ferdinando Casini, ha ricevuto dal procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, una lettera in merito alla sua posizione sul caso di Pierluigi Boschi, padre della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. "Non ho nascosto nulla circa la posizione del consigliere Boschi in relazione alle domande che mi venivano poste" dalla Commissione parlamentare. "Le domande hanno riguardato i fatti in oggetto e non, in alcun modo, le persone iscritte nel registro degli indagati", scrive il pm, secondo quanto anticipa il sito di Repubblica. Rossi nella lettera risponde alle accuse di aver "omesso notizie in merito ad un presunto status di indagato di Pierluigi Boschi". Il magistrato, stando a quanto scrive Repubblica, avrebbe detto di ritenere tali addebiti "gravemente offensivi", e di aver risposto "a tutte le domande che mi sono state formulate senza alcuna reticenza ne' omissione". "Ho chiarito che l'esclusione di Boschi riguardava il processo per bancarotta attualmente in corso - si legge ancora negli stralci di Repubblica - mentre per gli altri procedimenti ho precisato che non essere imputati non significava non essere indagati. Null'altro mi e' stato chiesto in merito".

Duro attacco da parte di M5S: "Il Pd prima usa le banche per coltivare potere e clientele. Poi, quando le ha definitivamente scassate, lascia sul lastrico i risparmiatori". Sul suo blog Beppe Grillo accusa: "In questi giorni si è cercato di far credere (come se gli italiani fossero scemi) che Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, fosse quasi un passante dalle parti della banchetta del giglio tragico. Si è detto che lui era senza colpe rispetto ai disastri dell'istituto e che tutta la responsabilità era della vigilanza" e che nonostante "Bankitalia abbia demeriti rilevanti" secondo i 5 Stelle "scaricare tutto il biasimo sulla vigilanza era ed è un'operazione risibile. Adesso sappiamo che papà Boschi è di nuovo indagato per falso in prospetto e accesso abusivo al credito assieme a tutto il cda 2011-2014 (lui poi divenne addirittura vicepresidente di Etruria dal maggio 2014, guarda caso due mesi dopo che la figlia era stata nominata ministro. Altro che passante)". "Si tratta - prosegue M5s - di un fascicolo che sarebbe scaturito dalle sanzioni comminate dalla Consob agli ex amministratori, nel settembre scorso, per 2,76 milioni di euro. Al centro dell'interesse degli inquirenti stavolta sono le due obbligazioni subordinate del 2013, che fruttarono 110 milioni". Quindi i Pentastellati concludono: "Il Movimento 5 Stelle aveva subito definito surreali le esultanze degli "yes men" del Pd pochi giorni fa, a seguito dell'audizione del procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, in commissione di inchiesta sul sistema bancario. Oggi, alla luce delle notizie che abbiamo, gli starnazzamenti festanti appaiono addirittura grotteschi". 

Oltre ai 5 Stelle, sugli scudi anche la Lega e Matteo Salvini chiede "un'ispezione in Procura ad Arezzo". E sottolinea: "Comunque è incredibile, di fronte a questa vicenda, che la Boschi sia ancora al governo".

Davide Zoggia e Maurizio Migliavacca, componenti di Articolo1-Mdp della commissione sostengono che "sarebbe dunque molto grave l'omissione di questo aspetto da parte del Procuratore di Arezzo durante la sua audizione di giovedi' di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle crisi bancarie" e che "domani l'ufficio di presidenza della commissione dovra' affrontare seriamente e approfonditamente la questione".

Anche il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, chiedera' "se sia ipotizzabile, anche in relazione alle notizie uscite oggi su molti giornali, una nuova audizione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, Roberto Rossi".

Il Pd risponde con Franco Vazio, componente della Commissione d'inchiesta sulle banche: "L'insistenza di fare confusione su Banca Etruria nasconde l'obiettivo di non parlare dei veri problemi delle banche. I 5 Stelle - contrattacca il parlamentare Pd - sono incompetenti e non conoscono regole e leggi. Il pm Rossi in Commissione ha descritto i fatti, i documenti e le ragioni per le quali non e' stato chiesto il rinvio a giudizio di Boschi per bancarotta. Rossi ha anche spiegato il perche': i crediti deteriorati che sono alla base del crack di Banca Etruria sono datati 2007/2010 quando Boschi non era nel suo Cda e perche' Boschi non mai ha dato il via libera all'erogazione di crediti deteriorati, che poi non sono stati rimborsati. Su questo e' stato audito il pm Rossi in Commissione Banche. Ai 5 stelle - sostiene ancora Vazio - interessa solo la famiglia Boschi. A noi interessano le famiglie italiane. Noi non facciamo polemiche, pretendiamo la verità. I risparmiatori hanno bisogno di questo".