Oltre 13 milioni di file sono stati sottratti a due società off-shore che forniscono servizi finanziari e inviati al giornale tedesco Süddeutsche Zeitung. I documenti, che sono stati rinominati “Paradise Papers”, rivelano gli affari nei paradisi fiscali di diverse società e personalità famose. Non tutti i documenti mostrano attività illegali, come ci ha tenuto a specificare Appleby/Estera, la società a cui è stato sottratto la maggior parte del materiale.  


L’inchiesta sarà portata avanti dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), la rete internazionale di cui fanno parte 165 giornalisti investigativi (per l’Italia “L’Espresso” e “Report”). 

Stando alle prime anticipazioni, che hanno rivelato alcune delle persone coinvolte, anche la regina Elisabetta II detiene milioni di sterline in un fondo alle Isole Cayman, che a sua volta possiede quote di minoranza di BrightHouse, una catena di negozi più volte accusate di sfruttare le situazioni difficoltose delle famiglie più povere. È stato rivelato anche un fondo di 450 milioni di sterline di Lord Michael Ashcroft, membro di spicco del Partito Conversatore. 


Dai file, inoltre, spuntano i nomi di diversi membri dell’amministrazione Trump: tra gli altri, Wilbur L. Ross, segretario del Commercio, che ha mantenuto degli investimenti in una società legata al genero di Vladimir Putin, anche dopo essere stato nominato dal presidente Trump. Inoltre, è emerso che, in passato, due società statali russe hanno investito in Facebook e Twitter, attraverso Yuri Milner, socio in affari di Jared Kushner, genero di Trump.

Secondo il Guardian, anche Stephen Bronfman, consigliere del primo ministro canadese Justin Trudeau, ha effettuato operazioni che avrebbero potuto aggirare il fisco legalmente.
 

Fuori dalla politica, compare anche il nome del cantante degli U2 Bono Vox, co-direttore di una società maltese che nel 2007 comprò un centro commerciale in Lituania.