rassegnaI temi di oggi sulle prime pagine

 

Tempesta sulle Borse, Milano affonda. Ancora una seduta in caduta per tutte le principali Borse mondiali. Milano perde quasi 5 punti. Prezzi del petrolio ai minimi e rallentamento cinese restano i principali indiziati della tempesta. C’è anche un caso Italia? Da un vertice tra Renzi, Padoan e Visco è emersa la volontà di fermare la speculazione che anche ieri ha colpito duro le banche. Bce esclude azioni dirette sul nostro sistema creditizio.

 

Il Senato vota sì alla riforma costituzionale del bicameralismo paritario anche grazie all’aiuto dei verdiniani, dissidenti di Forza Italia ed ex leghisti. La riforma ha ottenuto 180 voti favorevoli , ma la maggioranza che sostiene il governo si è fermata a quota 158: si sono quindi aggiunti 17 verdiniani, 2 dissidenti azzurri (Bernabò Bocca e Villari), i 3 tosiani. Renzi ha parlato di giornata storica.

 

Giustizia, ieri è stato il giorno di Andrea Orlando. Assai apprezzata la relazione alla Camera: cifre e trend mostrano un miglioramento in un settore da sempre critico. Clamoroso risultato del referendum indetto dall’Anm: con un’altissima affluenza vincono i referendari di Magistratura indipendente, all’opposizione interna. Traballa la poltrona di Rodolfo Sabelli a pochi mesi dalle elezioni per il comitato direttivo dell’associazione magistrati.

 

Unioni civili, no rafforzato. Spunta a sopresa una proposta dei catto-dem a un giorno dal termine previsto per gli emendamenti al ddl Cirinnà che rafforza notevolmente il divieto già presente nell’ordinamento per l’utero in affitto. La modifica al progetto di legge prevede l’estensione della punibilità delle pratiche di maternità surrogata condotte all’estero. Intanto continuano ad affluire al comitato organizzatore della manifestazione del 30 gennaio al Circo Massimo per la famiglia e contro il disegno di legge le adesioni di associazioni laicali, mentre giunge l’appoggio di alcune espressioni dell’episcopato.

 

In Libia truppe speciali Usa, inglesi e francesi contro l’Isis. Reparti già a  Misurata e Bengasi pronti a colpire. Tunisia in piazza: per il pane, non per la libertà.

 

Scomparso il grande regista Ettore Scola.

 

Sarri contro Mancini: insulti inaccettabili e un regalo ai violenti.

 

Il Sole 24 Ore intervista il capo del governo sul nodo banche. Per Renzi, «c’è una manovra su alcuni istituti ma il sistema è solido». E ancora: «In Europa non alzo la voce, alzo la mano e faccio domande». Su Etruria: «non avevamo alternative, nessun conflitto d’interesse». Infine: «condivido le proposte del Sole: occorre maggiore trasparenza».

 

Il premier dice anche: «L’Italia ha investito meno del dovuto nella creazione di una tecnostruttura in Europa». E poi: «l’Italia ha nelle pmi il punto di forza, ma ci vogliono grandi player in alcuni settori».

Copertina di Panorama dedicata ai «Pasticci del signor Boschi: «Non solo le sanzioni di Bankitalia e i rapporti con faccendieri e massoni. Il papà del ministro è stato accusato anche di estorsione. Un’inchiesta con tanti punti oscuri, archiviata su richiesta dello stesso magistrato che oggi si occupa di Banca Etruria».

 

Unioni civili, non solo catto-dem

 

Il ministro dell’agricoltura Martina dice a Daria Gorodisky sul Corsera: «legge necessaria, vado in piazza per i diritti gay».

 

Andrea Tornielli su La Stampa, intanto, descrive un Papa «fuori dalla mischia» rispetto ad azioni che spettano alle conferenze episcopali o ai laici. Insomma, non c’è più religione.

 

Berlusconi cambia idea per la terza volta e annuncia libertà di coscienza. C’è ancora tempo per un quarto ripensamento. Ne scrive, tra gli altri, Elena G. Polidori sul Quotidiano nazionale.

 

Nel frattempo Libero prende nota di una posizione anti matrimoni gay. È Adriano Celentano: «solo tra uomini e donne».

 

Riforma costituzionale, Renato Brunetta si dice sicuro a Carmelo Lopapa su Repubblica: «il 70 per cento è contrario alla riforma. A ottobre il governo cadrà».

 

Sul Corriere, Paola Di Caro racconta la performance di Berlusconi alla presentazione del libro «Madri» di Myrta Merlino, durante la quale l’ex premier ha lanciato la candidatura di Bertolaso a sindaco di Roma.

 

Economia

 

Elena Polidori per Repubblica intervista Emma Marcegaglia che dice: «sul greggio pesa un’iperspeculazione. Ci siamo rimangiati i guadagni del 2015». La giornalista parla anche con l’ex ministro Domenico Siniscalco che avverte: «Quadro pericoloso. Per noi anche il caso sofferenze scoperto in ritardo».

 

Il Sole 24 Ore riprende le parole del presidente Abi, Patuelli, alla trasmissione Virus: «Attacco all’Italia? Penso proprio di sì».

 

L’economista Jean Paul Fitoussi dice a Paolo Baroni de La Stampa: «Matteo fa bene ad alzare la voce. Senza flessibilità non si governa».

 

Leopolda Etruria

 

Sul Corsera, Fiorenza Sarzanini si occupa del caso scoppiato dopo la segnalazione di un consigliere regionale di FdI: alla fondazione della Leopolda fondi provenienti da Etruria. La replica: soltanto quote risibili.

 

Giustizia

 

Andrea Orlando ha illustrato ieri la relazione annuale sull’amministrazione della giustizia. Vincenzo Spagnuolo su Avvenire ne dà conto: «la giustizia? Un malato che migliora. Il Csm non promuova i giudici sfascia-uffici».

 

Referendum Anm, pochi articoli. Salvatore Dama su Libero osserva che «le toghe rosse, orfane di Berlusconi, non dettano più legge», ma è Gianni Di Capua sul Tempo a risultare più informato: «Terremoto Anm, in bilico la poltrona di Sabelli. Al via il regolamento di conti interno in vista del rinnovo del parlamentino a marzo. Si impone ovunque Magistratura indipendente (MI). Parla il giudice Corrado Cartoni: «la questione dei carichi esigibili, cavallo di battaglia di MI, diventa ormai priorità della politica associativa». Secondo l’esponente di MI, «la consultazione referendaria è stata subita dall’attuale giunta dell’Anm. La base ha disconosciuto la politica associativa, ritenendola fallimentare».

 

Esteri

 

Paolo Conti sul Corsera: Isis demolisce Sant’Elia a Mosul. La prima distruzione completa di un monastero cristiano in Iraq.

 

Nelle stesse pagine, Lorenzo Cremonesi scrive del massacro all’università in Pakistan. Raffiche dei talebani su prof e studenti. Oltre venti morti nel campus di Bacha Khan. Si rafforza l’ala più estremista del movimento.

 

Ancora sul quotidiano diretto da Luciano Fontana: «Palin-Trump, la coppia che spiazza l’America. La pasionaria si schiera col miliardario. Ma il candidato alla nomination repubblicana non le ha per ora offerto la vice presidenza.

 

Su Repubblica, Ernesto Ferrara scrive: «Il Palio non è un circo». Il gran rifiuto di Siena all’invito della regina. Salta la partecipazione al compleanno di Elisabetta II: «voleva un mini-show di 90 secondi, impossibile dire sì».

 

La Stampa concede spazio a Paolo Mastrolill per le dichiarazioni di Obama: «Rifarei la scommessa sull’auto. Così è rinato anche il Paese. Una replica ai repubblicani che lo accusavano di statalismo per tirare la corsa presidenziale dei democratici. L’industria dell’auto americana è rinata, fa record di vendite e costruisce le auto più belle del mondo»­.

 

«Gli Usa, a differenza dell’Europa, sono tornati a crescere come prima della crisi. I repubblicani erano contrari all’aiuto pubblico, dicevano che era la strada verso il socialismo».

 

Su Panorama si sottolinea come «il trionfo degli indipendentisti preoccupa Pechino».

 

Su Tempi, Pier Giacomo Ghirardini scrive: «a novembre vincerà le elezioni Usa Hillary Clinton. Se no si arrabbia la produzione di House of Cards che, per la quarta stagione, vorrebbe farci l’improvvisata di eleggere presidente la bella stangona pro-Lgbt Claire Underwood».

 

Case

 

Pasticcio della villa. Sala conferma: «Ho usato architetti Expo ma pagando». Giannino Della Frattina su Il Giornale.

 

Apologia del francobollo

 

La Stampa, con Mario Baudino, solleva le critiche dei filatelici alla legge anti-cimeli mussoliniani avanzata dal deputato Pd, Fiano: «è una assurdità».

 

Informazione

 

Sul Giornale, Laura Rio si occupa dei moralisti della tv che devono lavorare: «Giulia Innocenzi, icona antiCav, approda a Mediaset, Fabio Fazio rinuncia all’iscrizione all’ordine dei giornalisti per fare pubblicità».