Il 29 novembre il Wwf celebrerà la Giornata Mondiale del Giaguaro.

Il giaguaro, felino dal manto conosciutissimo in tutto il mondo nonché il mammifero carnivoro più grande nel centro e sud America (per quanto alcuni esemplari vivano tutt’ora nelle zone più montuose e meridionali degli Stati Uniti) e il grande felino più diffuso nel “Nuovo Mondo”, è messo oggi in grave difficoltà dai ripetuti incendi verificatisi in Amazzonia. Il felino dal morso più potente in rapporto col proprio peso (tanto da riuscire ad uccidere i caimani) ha perso il 50% del proprio habitat a causa della caccia illegale (prevalentemente per la sua pregiata pelliccia, oltre che per le sue zampe, denti e per altri organi utilizzati in Cina per la medicina tradizionale), del bracconaggio e per gli effetti sempre più insistenti della deforestazione e degli incendi che hanno colpito soprattutto il Brasile, dietro all’interesse delle imprese del legname e degli allevatori e agricoltori industriali, per un processo di deforestazione amazzonica illegale nell’80% dei casi.

La riduzione del proprio habitat naturale oltre a provocare la perdita di siti in cui vivere e riprodursi, genera inoltre un maggiore isolamento di singoli gruppi, incentivando gli accoppiamenti tra consanguinei e quindi impoverendo la varietà genetica dell’animale. Inoltre in simili condizioni diventa inevitabile il bisogno di questi animali di ricercare cibo, portandoli sempre più ad attaccare il bestiame e le persone, inasprendo il conflitto.

Il giaguaro, simbolo di potenza la cui denominazione deriva dall’idioma indigeno “yaguar”, ovvero «colui che uccide con un salto» (in latino invece Panthera onca), a differenza dei vari “cugini” è un’abile nuotatore, vivendo spesso vicini ai grandi corsi d’acqua. Cacciano generalmente capibara, cervi, iguane, armadilli, tapiri, pesci, coccodrilli, anaconda, uccelli, bradipi e scimmie (afferrandoli sugli alberi). Durante il periodo degli accoppiamenti una femmina di giaguaro può arrivare a 100 rapporto giornalieri, a cui segue una gravidanza di 14 settimane. Questi animali arrivano a crescere fino a 170 centimetri di lunghezza, senza contare la coda che può raggiungere gli 80 centimetri, e a pesare 120 chili nel caso dei maschi.