Ha il via in tutta Italia la Giornata Nazionale degli Alberi, occasione di riflessioni e di azioni concrete per la salvaguardia e la nursery degli alberi. Non solo, questo evento ricorda anche la drammatica condizione di 181 specie di alberi nativi europei prossimi alla minaccia d’estinzione, come il sorbo, l’ippocastano, il frassino maggiore o l’abete rosso.

La principale causa di questo fenomeno è dato dalla proliferazione di specie invasive extraeuropee o comunque non italiane, responsabili del 38% degli attacchi, ovvero causa di scomparsa floristica maggiore del consumo del suolo o della deforestazione.

Il frassino maggiore ad esempio è messo in scacco dal fungo asiatico Hymenoscyphus fraxineus che ne causa il 75% delle morti e dalla Xylella fastidiosa, batterio ospitato in talune sputacchine asiatiche, che dal 2013 fa strage di ulivi nel Meridione. Similarmente l’ippocastano, oggi ridotto a 10mila esemplari, costantemente minacciato dall’insetto lepidottero Cameraria ohridella, originario della Macedonia e diffuso in Italia a partire dagli anni Novanta.

Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva, ha commentato: «Di 454 specie arboree selvatiche censite nel vecchio continente sono 181 quelle classificate come a rischio estinzione, delle quali 162 vivono solo sul suolo europeo e in nessun’altra parte del mondo. A queste se ne aggiungono 57 alle quali non è stato possibile assegnare uno stato di conservazione e che porterebbero oltre il 50% il numero dei colossi vegetali in pericolo».

Un pericolo che coinvolge tutto il patrimonio faunistico (uccelli, roditori, rettili, invertebrati) ai quali gli alberi offrono rifugio e cibo.

Si stima (rivista scientifica Nature edizione 2015) che il numero di alberi presenti sulla Terra agli inizi dell’Olocene (11 700 anni fa) fosse di circa 6.000 miliardi, quindi da allora ad oggi abbiamo perso la metà della vegetazione terrestre. Anche in virtù di questi dati è fondamentale che ci si impegni a «mitigare l’impatto dell’uomo sugli ecosistemi».