La nuova campagna contro la pesca illegale presso l’arcipelago delle isole Eolie (prov. Messina, al nord della Sicilia) ha preso il via.

L’operazione Siso (dal nome di un capodoglio morto nel 2017) ha l’incarico di proteggere il delicato ecosistema delle Isole Eolie dalla pesca illegale non dichiarata e non regolamentata. Punti cardini della missione la flotta composta dalla nave San Simon di Sea Shepered, un’organizzazione che si occupa della salvaguardia della fauna ittica e degli ambienti marini dal 1977, in collaborazione con il Centro Controllo Nazionale Pesca (Ccnp) del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie e con la Guardia di Finanza. L’attività di pattugliamento è cominciata in due aree di mare a sud del Tirreno denominate Alpha e Bravo. Nella prima settimana sono stati percorse 1.460 miglia, sorvegliata un'area di 14.250 kmq, per 550 ore di navigazione. La collaborazione con i pescatori artigianali, creata grazie alle passate campagne nelle Isole Eolie ed al lavoro dell'Aeolian Preservation Island Fund, l'organizzazione che si occupa e della tutela ambientale delle Eolie, ha reso efficace l'attività di controllo dell'area.

Andrea Morello, a capo della Sea Shepherd, sostiene che «secondo l'Onu, il Mar Mediterraneo è il più sfruttato del mondo, con il 62% degli stock ittici ormai al collasso. La pesca industriale e i suoi numeri lo stanno definitivamente impoverendo con un serio rischio di esaurimento delle specie marine che metterebbe in pericolo l'intera specie umana direttamente dipendente dalla biodiversità presente nei sette decimi del nostro pianeta Blu». «L'unione tra la Flotta di Nettuno e chi lavora da generazioni in aree così delicate come le Isole Eolie - continua Morello -, potrà creare una collaborazione triangolare dedicata alla protezione dell'Arcipelago eoliano".

Sotto accusa le spadare, causa della morte d numerosi capodogli, squali, mammiferi marine e tartarughe a causa delle maglie di 20-50 cm. Obbiettivo per il futuro la creazione di un'area marina protetta nelle Isole Eolie.

«Sea Shepherd è un partner chiave alle Isole Eolie. Crediamo fortemente che maggiori controlli possano scoraggiare le illegalità e rappresentino un'arma efficace contro l'impoverimento del nostro mare. I piccoli pescatori artigianali delle Isole Eolie non riescono a competere con i grandi pescherecci ed è importante che chi viene a pescare in queste isole, lo faccia nel rispetto dei vincoli esistenti affinché la biodiversità del mare eoliano sia tutelata», sostiene il capo di Aeolian Islands Preservation Fund, Luca Del Bono.