L’Italia candiderà le Alpi Marittime (parte della catena montuosa che caratterizza i paesaggi delle province di Imperia e Cuneo, della regione francese PACA e il Principato di Monaco) come patrimonio Unesco, ma sul caso si è generata della confusione. Il dossier presentato in prima istanza infatti è stato bocciato in toto dalla commissione esaminatrice e successivamente ritirato.

Tuttavia Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, ha chiarito in una nota che questi verrà ripresentato e che non è stato ritirato per una scelta unilaterale. L’ex comandante del Corpo Forestale e ora Generale di brigata dei Carabinieri ha sottolineato infatti che «il dossier è stato giudicato del tutto negativamente dai valutatori dell'Unesco perché privo dei requisiti richiesti per poter essere iscritto dopo il giudizio negativo, il ministero dell'Ambiente italiano ha contattato i promotori della candidatura e le Regioni Piemonte e Liguria, e ha informato il ministero degli Affari Esteri della volontà di non ritirare il dossier ma di avviare un negoziato per cambiare l'esito della valutazione».

Tuttavia, la domanda è stata presentata congiuntamente ad altri due paesi presenti sul territorio, ovvero la Francia e Monaco, i quali hanno preferito ritirare il dossier. «Trattandosi di una candidatura multinazionale – aggiunge il ministro -, la decisione di 2 Stati su 3 diventa dirimente».

L’Italia presenterà allora una propria candidatura separata al negoziato Unesco che avrà luogo a Baku (Azerbaijan) dal 5 al 7 luglio, «schierando il capo di gabinetto del ministro, e presentando una formale dichiarazione, congiunta con gli altri Stati, con l'impegno a ripresentare la candidatura entro il 2021, una volta riscritto il dossier secondo le richieste dell'Unesco».

Il raggiungimento dello scopo eguaglierebbe i casi precedenti delle Dolomiti, dell’Etna, della dieta mediterranea e del prosecco, candidature che in prima istanza erano state valutate negativamente per poi ottenere il riconoscimento Unesco.