L’Italia, circondata dal mare su tre lati e naturalmente portata a vivere e utilizzare il mare come risorsa, data la propria posizione geografica, negli ultimi anni ha trascurato questa preziosa fonte. È quanto espresso al forum ANSA-Cesi ad un tavolo che ha visto partecipi Confitarma, Marina Militare, Assoporti, Copasir e Federpesca, alcuni dei più importanti e strategici operatori del settore e dell’Italia.

Tutti i delegati, ovvero Andrea Margelletti (presidente del Centro Studi Internazionali), Luca Sisto (direttore generale della Confederazione italiana armatori), Luigi Giannini (presidente della Federazione nazionale delle imprese di pesca), Francesco Mariani (segretario generale dell’Associazione dei porti italiani), Adolfo Urso (vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) e l’ammiraglio Pier Federico Bisconti (capo del 3/o reparto, Stato Maggiore della Marina Militarehanno avanzato la richiesta per l’istituzione di un ministero o un Segretariato apposito e che il mare diventi una priorità per l’Italia. «L'industria marittima – afferma il direttore Confitarma - dà al Paese 470mila occupati ed una ricchezza pari al 2% del Pil. Serve la costituzione di un Ministero del mare, o di un Dipartimento: gli interessi in gioco non possono essere rappresentati dalla sola Direzione del mare all'interno del Ministero dei trasporti». A favore di un Ministero del mare anche il senatore Adolfo Urso, il quale ha evidenziato la divisione delle competenze sul mare tra i diversi ministeri.

«Il mare è trascurato, - evidenzia l’ammiraglio Bisconti parlando di una “mancanza dello spirito marittimo” -noi siamo gli unici che vanno nelle scuole a parlare di cultura del mare. Serve un cluster, mettere insieme i diversi soggetti che portano avanti la marittimità, gli armatori, la pesca, i porti». Anche Luigi Giannini lamenta una politica adeguata da parte dell’Italia, poiché «si consente ad altre marinerie del Mediterraneo di espandere la loro flotta di pescherecci (mentre in Italia sono presenti incentivi per la riduzione della pesca a favore dell’ambiente), così i pescatori italiani ci perdono e l'ambiente marino continua ad essere minacciato. E l'86% dei pesci che consumiamo è importato»

Andrea Margelletti ha dichiarato che «è incredibile che di mare in Italia non interessi niente a nessuno, quando è il sangue nelle arterie di un Paese», condividendo la meraviglia di Luca Sisto il quale ha aggiunto come sia già «un miracolo che siamo qui, con i nostri competitor che non hanno le tasse e la burocrazia che dobbiamo scontare noi». L'importanza di fare squadra per gli attori del mare è stata evidenziata anche da Francesco Mariani che, sulla situazione dei porti, ha spiegato come questi «sono il termometro dell'economia, ma sono infrastrutture costruite nell'Ottocento, mentre le navi sono sempre più grandi».