L'Overshoot Day è il giorno che segna il tutto esaurito per le risorse naturali a cui attingiamo a piene mani, e che la Terra è in grado di rigenerare in un anno. L'Italia ci è arrivata in anticipo, 9 giorni prima dello scorso anno.

 

Per l'Italia è il 15 maggio 2019, cinque giorni dopo quello della media dei Paesi dell'Unione Europea, e circa due mesi e mezzo prima di quello ufficiale dell'intero Pianeta, che lo scorso anno è caduto l'1 agosto.

 

Se tutti i terrestri seguissero lo stile di vita e di consumi degli abitanti dell'Italia, avremmo bisogno di 2,72 Terre per soddisfare le nostre richieste di cibo, suolo per allevare bestiame e da edificare, riserve ittiche, foreste che assorbano le emissioni di CO2.

 

Ben più delle 1,7 Terre che occorrerebbero all'umanità intera, che già vive a debito, spendendo risorse che non ha. Da oggi a fine anno vivremo utilizzando ricchezze naturali che gli ecosistemi non sono in grado di rigenerare in breve tempo, lasciando quindi una traccia evidente del nostro passaggio sul Pianeta.

 

E' il Global Footprint Network a calcolare la data confrontando l'impronta ecologica pro capite (in questo caso di ogni italiano), cioè i beni ecologici che servono per far fronte alle risorse naturali che consumiamo, con la biocapacità, intesa come la capacità della Terra di rigenerare le risorse naturali necessarie ogni anno per ogni suo abitante.

 

Per il Global Footprint Network l'impronta ecologica «include le aree biologicamente produttive necessarie a produrre cibo, fibre e legname che la popolazione di quel paese consuma, ad assorbire i materiali di scarto (come le emissioni di CO2) prodotti per generare l'energia che un Paese utilizza e a sostentare le infrastrutture che il paese realizza».

 

L'impronta ecologica di un italiano, ossia l'area necessaria a provvedere a ciò che ciascuno di noi consuma, è di 4,4 ettari globali (gha), mentre la biocapacità, cioè l'area biologicamente attiva che realmente esiste in Italia per ogni cittadino, è di 0,9 gha.

 

Siamo in deficit di 3,5 gha, e condividiamo l'Overshoot Day con la Francia, ma facciamo peggio di altri Paesi del Mediterraneo, come Spagna, Grecia e Portogallo, che arriveranno a questa scadenza il 28, il 20 e il 26 maggio rispettivamente.

 

Storicamente, a incidere maggiormente sul nostro debito con il Pianeta sono i trasporti, energia/trasporti, e la produzione di cibo, alimentazione: allevamento, agricoltura, deforestazione. Lavorando su questi temi potremmo provare a spostare più in là questo ormai imprescindibile appuntamento sul calendario 2020.

 

La parola d'ordine per tutti è dunque #Move The Date, un invito ad agire singolarmente e collettivamente per allontanare la data del tutto esaurito della Terra, un inno appassionante e buono per i #FridayForFuture.