Aumentare l'efficienza e la sicurezza energetica, sviluppare l'utilizzo delle fonti rinnovabili e creare un mercato unico dell'energia e della competitività. Sono questi alcuni degli obiettivi del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima presentato  al ministero dello Sviluppo economico, dal vicepremier Di Maio, dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa e dal sottosegretario del Mise, Davide Crippa. Il piano mira a porre il cittadino al centro della transizione energetica italiana, considerandolo come «destinatario e parte attiva» della politica sul clima e l'ambiente, con l'obiettivo di realizzare una società i cui obiettivi sono correlati «all'ambiente secondo un'ottica di economia circolare». Il piano considera le energie pulite «come alleate» per una «riconversione industriale ed ecologica» dell'Italia. Nello specifico il Piano si struttura su cinque linee di intervento che verranno sviluppate in maniera integrata: decarbonizzazione; efficienza; sicurezza energetica; sviluppo del mercato interno dell'energia; ricerca; innovazione e competitività.

Il Piano nazionale integrato si prefigge entro il 2030 l'obiettivo di ridurre del 56 per cento le emissioni nel settore della grande industria, del 34,6 per cento del comparto terziario, dei trasporti terrestri e civile, portando al 30 per cento l'impiego delle fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale. Per la realizzazione del piano 2017-2030 sono necessari circa 180 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi cumulati rispetto allo scenario delle politiche correnti (aumento del 18 per cento). La nuova strategia tiene conto di due scenari: uno scenario di base che traccia l'evoluzione del sistema energetico a politiche correnti; uno scenario con obiettivi, che traccia invece l'evoluzione del sistema e i relativi impatti fissando determinati obiettivi energetici e ambientali. Il piano pone particolare attenzione allo sviluppo delle rinnovabili che abbracciano i settori elettrico, trasporti e termico. Nel settore elettrico le principali misure individuate dal Piano comprendono: procedure competitive e contratti Power purchase agreement (Ppa) per grandi impianti; sostenibilità ambientale e concertazione con il territorio; promozione dell'autoconsumo; preservazione e ottimizzazione della produzione esistente al netto dei bioliquidi; l'utilizzo delle isole minori come laboratorio. Nel settore dei trasporti l'obiettivo di utilizzo delle rinnovabili prevede un aumento dell'obbligo di immissione in consumo dalla direttiva Red II sulle rinnovabili dell'Ue dal 14 per cento al 26 per cento. Inoltre è prevista all'interno del piano una quota dei biocarburanti avanzati pari all'8 per cento al 2030, rispetto al 3,5 per cento della direttiva Red II. A ciò si aggiunge anche una crescita dell'energia rinnovabile su strada fino a 380 mila tonnellate equivalenti di petrolio. Nel settore termico l'obiettivo di impiego delle rinnovabili prevede: un aumento crescente delle pompe di calore elettriche e a gas nel mix termico rinnovabile; un contributo costante degli impianti di riscaldamento a biomasse solide; il miglioramento delle prestazioni energetiche ed ambientali degli apparecchi a biomassa; il ruolo crescente del solare termico e del Tlr in sistemi integrati di produzione di calore efficiente e rinnovabile. Per quanto riguarda l'efficienza energetica, il Piano prevede, partendo dal settore del gas, un'ottimizzazione dell'importazione del Gas naturale liquefatto nei terminali esistenti e un miglioramento della sicurezza in caso di elevati picchi di domanda. Nel comparto elettrico particolare attenzione verrà data all'incremento della resilienza e della flessibilità del sistema. Inoltre verrà predisposta una programmazione e la realizzazione dello sviluppo della rete elettrica. Il Piano prevede inoltre: la semplificazione e la velocizzazione delle procedure autorizzative per l'esecuzione delle opere, l'implementazione di nuovi meccanismi di mercato della capacità, la riduzione del fenomeno dell'overgenerazione fin a valori intorno a 1 terawattora al 2030, l'incremento dell'utilizzo degli impianti di pompaggio esistenti e infine lo sviluppo dello storage elettrico. Le misure di sicurezza energetiche previste dal piano prevedono una diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas naturale, anche tramite Gnl, oltre allo sviluppo di tale risorsa anche nei trasporti marittimi e nei servizi portuali. Nel settore petrolifero il Piano prevede: interventi di riconversione a bioraffinerie di impianti nazionali ad oggi marginali; la focalizzazione su impianti per la produzione di materie prime per la preparazione dei biocarburanti per le bioraffineria; il riutilizzo di siti industriali mediante conversione a deposito o ad altri investimenti produttivi; investimenti per la conversione dei prodotti pesanti della lavorazione delle raffinerie e la riduzione della produzione di olio combustibile. Per quanto riguarda gli obiettivi di integrazione del mercato energetico, il Piano nazionale prevede per il settore elettrico: il rafforzamento dell'integrazione dei mercati; un aumento della consapevolezza e del ruolo attivo del consumatore. Nel comparto a gas il Piano si pone l'obiettivo di aumentare la liquidità e la diminuzione dello spread di prezzo con altri mercati europei, con interventi sui piani decennali dell'operatore del sistema di trasmissione (Tso) italiano (Snam) e tedesco (Tenp) per la parziale o totale riattivazione della linea del gasdotto Tenp attualmente fuori esercizio. Le principali misure di integrazione del mercato prevedono per il settore elettrico: il sostegno la riorganizzazione e razionalizzazione delle configurazioni con auto-consumo e sviluppo Energy Communities; il potenziamento dei sistemi di accumuli concentrati; la diffusione di tecnologia per la integrazione tra veicoli e rete elettrica; lo sviluppo dei Ppa; lo smart meter, ma solo con informazioni dirette ai consumatori finali. Per il settore del gas il Piano prevede la stabilizzazione fiscale per l'impiego del Gnl nei trasporti, il completamento della liberalizzazione dei mercati al dettaglio e lo smart meter. Il Piano integrato pone attenzione anche alle misure per ridurre la povertà energetica. Tra gli strumenti impiegati vi sono: la sostituzione degli strumenti attuali - bonus elettrico e bonus gas - con un nuovo bonus energia, l'introduzione di un meccanismo automatico di riconoscimento dell'agevolazione per gli aventi diritto; l'istituzione di un programma di efficientamento degli edifici di edilizia popolare; la creazione di un Osservatorio nazionale sulla povertà energetica che raccolga dati, buone pratiche, studi e approfondimenti sul tema; lo studio di misure per l'efficientamento e la produzione di energia da rinnovabile per i soggetti afflitti da povertà energetica.