Russia, Cina e Norvegia bloccano la costruzione di un parco marino nell'oceano Antartico, considerato il più importante ecosistema del pianeta. Il piano sarebbe entrato in vigore previa approvazione all'unanimità da parte dei 24 paesi membri della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell'Antartide (Ccamlr). Tuttavia nelle riunioni tenutesi nei giorni scorsi a Hobart in Tasmania è emerso che il divieto di pesca nel mare di Weddel e in parte della Penisola Antartica, finalizzato a tutelare la sopravvivenza di specie come pinguini, orche, foche leopardo e balene blu, comprometterebbe le attività commerciali di Russia, Cina e Norvegia che per questo hanno opposto il veto.

Secondo Frida Bengtsson, della campagna di Greenpeace 'Protect the Antarctic', i suddetti Paesi avrebbero portato avanti tattiche dialtorie come l'ostruzionismo e il blocco di emendamenti, invece di fondare le loro decisioni su basi scientifiche.

L'importanza dell'ecosistema dell'oceano Antartico riguarda non solo la produzione di sostanze nutrienti che sostengono la vita degli oceani dell'intero pianeta ma anche il suo ruolo nel contrastare il surriscaldamento globale attraverso l'assorbimento di enormi quantità di anidride carbonica.

Greenpeace ha dichiarato che il futuro dell'Antartico sarebbe ora nelle mani dei negoziati per un trattato globale sull'oceano all'ONU, che potrebbe raggiungere un accordo entro il 2020. Le parti attive della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica hanno in precedenza deciso di proteggere il 10% delle aree costiere e marine entro tale data. Il Regno Unito parteciperà insieme a quasi 200 altri paesi a una conferenza sulla biodiversità delle Nazioni Unite che si terrà alla fine di questo mese in Egitto, dove inizieranno i colloqui su un nuovo obiettivo globale per le aree marine protette.