Il deterioramento della Grande Barriera Corallina ha portato a un forte calo del turismo in Australia. Lo rivela un rapporto della Queensland University secondo cui ora la perla, patrimonio mondiale dell’Unesco, è solo la dodicesima attrazione. Ma la notizia non stupisce, visto che questa meraviglia del pianeta aveva già iniziato a registrare un forte calo dei visitatori dopo lo sbiancamento dei coralli iniziato nel 2016«Un ulteriore sbiancamento - si legge nel rapporto - potrà causare un declino significativo nel turismo internazionale, con impatti economici». All’allarme ambientale si aggiunge, quindi, quello di carattere economico legato al deterioramento della barriera che si estende per 2300 chilometri al largo della costa nord-est del continente. Come compensare il calo? Forse tramite nuove «esperienze turistiche», come è scritto nel rapporto, ma per ora nessuna soluzione concreta è stata adottata.

«Il pericolo per la destinazione - ribadisce il rapporto - è che gli eventi ripetuti di sbiancamento possano influire sulle scelte dei consumatori fino a generare un'immagine negativa a lungo termine». La barriera rimane una delle principali attrazioni di luoghi come Port Douglas e delle isole Whitsundays, che sono scampate al deterioramento della flora e fauna marine.