Novità che fanno ben sperare provengono da Venezia. Dal prossimo luglio le grandi navi che potranno entrare nella laguna saranno selezionate da un algoritmo. La Capitaneria di porto ha infatti emesso un’ordinanza che rappresenta il primo passo all’interno di un iter che ridurrà progressivamente la stazza delle navi che giungono presso la città. Si inizia con un taglio del 10-15%.

Un primo passo che tuttavia è frutto di un percorso avviato già nel 2012 da Corrado Clini. L'allora ministro dell’Ambiente fu autore del decreto che porta il suo nome e quello dell’ministro dei Trasporti dell'epoca Corrado Passera. La norma tendeva a vietare i cosiddetti inchini in prossimità di aree sensibili del nostro territorio, specialmente dopo lo spiacevole evento che vide protagonista la nave “Concordia” della compagnia “Costa” presso l’Isola del Giglio. Decisione che fu rilanciata poi, cinque anni dopo, da Graziano Del Rio, titolare del dicastero dei Trasporti. La vicenda fu commentata dallo stesso Clini alcuni mesi fa.

L’algoritmo che verrà dunque adesso applicato è ispirato all’accordo Venice Blue Flag. Fra i criteri, a differenza che in passato, non ci sarà il tonnellaggio della nave, poco influente in termini di impatto ambientale. Le navi dovranno rispettare determinati limiti in tema di massa di acqua spostata dalla carena, tipo di propulsore e percentuale di zolfo nel carburante. Nell’ordinanza della capitaneria si legge che, fermo il limite delle 96mila tonnellate, se le navi supereranno le 40mila tonnellate avranno accesso alla laguna solo se l’algoritmo darà esito positivo

La capitaneria prevede, come annunciato, di ridurre le imbarcazioni in transito del 10-15%. Una percentuale destinata a salire negli step successivi dell’iter. La Guardia Costiera, inoltre, tiene a precisare che i parametri tecnico-scientifici impiegati nell’algoritmo non sono opinabili, e che tengono conto di tutto il necessario per salvaguardare la Laguna.