In Italia la Pasqua è da secoli caratterizzata dal consumo della carne d’agnello. Le famiglie della nostra nazione si radunano da nord a sud per mangiare il piccolo di ovino secondo le più disparate ricette e i più vari gusti. 

Da qualche anno, tuttavia, questa tradizione è messa a dura prova dalle voci delle associazioni animaliste. Quest’anno l’Enpa (ente nazionale protezione animali) ha promosso una campagna contro quella che definiscono “Strage di Pasqua”. Forte la foto che accompagna lo slogan: una bambina con un agnellino e una scritta che recita “Pasqua buona. Lei crescerà, lui no”.

La voce ufficiale dell’Enpa cita dati Istat a supporto della sua campagna. Fra il 2012 e il 2013, infatti, il consumo di carne ovina si è ridotto, passando da 5 milioni di esemplari macellati a 2,8. Il minimo è stato toccato nel 2014, quota 2,5 milioni. Poi, però, è tornato a crescere. 

«Insomma - sottolinea Enpa - le campagne di informazione e di sensibilizzazione promosse dall'Ente Nazionale Protezione Animali e dalle altre associazioni animaliste stanno iniziando a dare i primi frutti, ma il cammino da compiere è ancora molto lungo: in molti, troppi, continuano a morire in ossequio ad una usanza crudele, che con la tradizione non ha nulla a che fare».