Secondo uno studio del Copernicus climate change service (C3S) il buco dell’ozono, nel 2020, avrebbe raggiunto la sua massima estensione e in generale grandi dimensioni a livello di profondità e ampiezza rispetto agli ultimi anni. Il C3S è il programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea, che raccoglie dati satellitari sul globo per fornire informazioni e conoscenze riguardo al clima e al cambiamento climatico. 

Gli scienziati hanno fatto sapere che «le concentrazioni di ozono stratosferico si sono ridotte a valori prossimi allo zero in Antartide intorno ai 20-25 km di altitudine (50-100 hPa), con la profondità dello strato di ozono appena inferiore a 100 unità Dobson, circa un terzo del valore medio» e che la causa è riconducibile a un vortice polare forte, stabile e freddo. 

Questi risultati, accompagnati dalle dichiarazioni allarmanti del direttore di Copernicus atmosphere monitoring service, Vincent-Henry Peuch, si legano ai rumors circolati in questi giorni riguardo al «Climate Clock» comparso sulla faccia di un grattacielo di New York. Gli ideatori hanno motivato la scelta di installare un monitor che scandisse gli anni mancanti prima della «possibile apocalisse» come monito per tutti a prendere atto che la situazione è arrivata a un punto di non ritorno e che ogni singolo cittadino del mondo e i governi internazionali devono sentirsi responsabili della possibile salvezza o della possibile distruzione della terra.