Domani 5 giugno le Nazioni Unite celebrano il World Environmental Day, evento che segue ogni anno all’Earth Day del 22 aprile ed indetta dal 1972. Il tema della Giornata Mondiale dell’Ambiente di quest’anno riguarda l’inquinamento atmosferico e la sede di quest’anno è la Cina, grande potenza che proprio da questo punto di vista dimostra grandi difficoltà, fatto che sta portando le società del colosso asiatico a investire nelle fonti energetiche rinnovabili e nella lotta all’inquinamento atmosferico.

Lo slogan per questa edizione è “Take the mask challenge”, ovvero “prendere la sfida della maschera”, seguito dall’hashtag per i social nework #beatairpollution, ovvero “batti l’inquinamento atmosferico”.

Anche in questa occasione la sfida ambientale parte non solo dalle grandi aziende e dagli stati ma dagli stessi cittadini tramite alcuni accorgimenti. Ad esempio scegliendo un fornitore di energia che fornisce energia certificata da fonti energetiche rinnovabili. Per quanto la mossa decisiva sarebbe dotarsi di pannelli solari fotovoltaici, la cui fattibilità non è semplice. La seconda azione che può lanciare un forte segnale ai mercati è il disinvestimento dalle fonti fossili, segue una riduzione della produzione di rifiuti, per cui serve una maggiore campagna di educazione ambientale a favore della raccolta della differenziata e di disincentivazione sull’uso della plastica che tuttavia non elimina il problema della quantità di immondizia anche riciclabile che viene generata, tanto che Cina e Malesia non riescono a tenere il passo nel riciclo della plastica.

Altri accorgimenti sono la diminuzione del consumo di carne, evitare gli sprechi alimentari, incentivare la nursey degli alberi. Allo stesso tempo, l’entità dei tagli di gas serra per risolvere la crisi climatica è così ampia che sono necessarie scelte politiche urgenti e coraggiose immediate. Ciò non toglie che il nostro stesso contributo non è un punto di arrivo nella svolta ma solo un punto di partenza nella soluzione dell’emergenza climatica e ambientale.