L’11 marzo la Commissione Europea ha adottato il formato finale delle nuove etichette per elettrodomestici, in sostituzione al vecchio sistema di classificazione che spaziava da A+++ a G. Il nuovo sistema riduce a 7 il numero di classi energetiche per gli elettrodomestici, passando a una scala da A a G più semplice e ben compresa dai consumatori, affiancata ad una scala unica a 7 colori, dal verde al rosso. Le nuove etichette saranno munite, inoltre, di uno speciale codice a barre (QR code), scansionabile da qualsiasi smartphone, che permetterà ai consumatori di ottenere informazioni aggiuntive non commerciali, fornite dalla banca dati EPREL UE. In questo modo potranno confrontare i prodotti in base al consumo di elettricità, la quantità necessaria di acqua per il ciclo di lavaggio, il rumore emesso e così via.

Le etichette saranno applicate a cinque gruppi di prodotti destinati ai consumatori: frigoriferi (compresi quelli per la conservazione del vino), lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie e lampade e display elettronici (tra cui il televisore); a questi è da aggiungere un sesto gruppo, quello degli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta, molto diffusi nei negozi e nei distributori automatici.

Tutti gli elettrodomestici saranno nuovamente riclassificati. Nella nuova scala, per esempio, prodotti che attualmente appartengono alla classe A+++, potrebbero persino finire in classe B, senza alcun cambiamento nel consumo di energia. Ciò consentirà alle classi migliori di avere spazio per modelli più efficienti dal punto di vista energetico.

Le stime della Commissione Europea sono positive e si crede che per il 2030 il risparmio energetico annuo sarà di 38,1 TWh, equivalente al consumo annuo di elettricità dell’Ungheria.

Sono soddisfatte anche le associazioni dei consumatori, i primi a richiedere un sistema più efficiente ed efficace. Stando alle parole di Paolo Falcioni, direttore generale di APPLiA(associazione europea degli elettrodomestici di casa), l’etichetta energetica aiuta da quasi 30 anni i consumatori a scegliere l’elettrodomestico giusto per loro, e contemporaneamente è stata d’ispirazione per l’industria, costantemente spronata a creare prodotti più innovativi e ambientali, stimolando la concorrenza tra i produttori.

«In un momento in cui la creazione di una cultura circolare è diventata una necessità»  aggiunge Falcioni, «i responsabili politici devono garantire che l’etichetta continui a fornirne e a essere attendibile. Abbiamo bisogno di una comunicazione di forte impatto sul cambiamento imminente, in particolare per evitare che un progetto realizzato per informare meglio i consumatori possa confonderlo».