Dalla sua elezione il presidente americano Donald Trump si è impegnato a demolire, una dopo l'altra, quasi tutte le normative ambientali statunitensi entrate in vigore nell’ultimo decennio.

Gli Usa sono infatti l'unico paese ad aver dichiarato formalmente il ritiro dall'Accordo di Parigi, e oggi hanno annunciato il dietrofront sui principali provvedimenti verdi dell’era Obama, riaprendo le porte alle trivellazioni offshore nell'Artico, impegnandosi ad alzare i limiti emissivi per centrali elettriche e trasporti, rimuovendo i paletti normativi imposti all’industria fossile.

Una ricca lista di politiche anti-clima che si ripercuoteranno, inevitabilmente, su tutto il pianeta. Secondo uno studio dello State Energy & Environmental Impact Center la progressiva “climate deregulation” attuata dalla Casa Bianca potrebbe aumentare le emissioni di carbonio degli Stati Uniti di oltre 200 milioni di tonnellate l’anno entro il 2025.

Nel rapporto, rilasciato in occasione di una riunione dell’Associazione nazionale dei procuratori generali a Washington si legge: «Le azioni dell’amministrazione Trump equivalgono ad arresa virtuale ai cambiamenti climatici»

Nel dettaglio il documento ha analizzato l’impatto della cancellazione di sei importanti regolamenti relativi ai cambiamenti climatici che il presidente americano sta cercando di rielaborare. Questi includono gli standard emissivi per i veicoli nazionali e il Piano di Clean Power per limitare la CO2 delle centrali elettriche. Secondo gli autori del report i sei provvedimenti forniscono «la più importante opportunità a breve termine per ridurre le emissioni di gas serra e combattere i cambiamenti climatici».

Ma perché presentare un simile documento a dei procuratori generali? Perché gran parte dell’opposizione alle politiche anti-clima di Trump si sta combattendo nei tribunali. Oggi, riporta la Reuters, più di una dozzina di procuratori generali dello Stato, compresi quelli di Maryland, New York e Massachusetts, stanno sfidando l’amministrazione USA sulla deregolamentazione messa in atto.

La California, ad esempio, sta guidando una coalizione di 21 Stati nel contestare l’abolizione degli standard emissivi per le auto; un elemento che, una volta perso, porterà da solo all’emissione in atmosfera di 16-34 milioni di tonnellate di biossido di carbonio l’anno.