«Ho fatto presente al ministro Toninelli alcune obiezioni di merito sul metodo seguito dai miei colleghi» nell'analisi costi-benefici sulla Tav. Lo precisa - in un'intervista al Corriere della Sera - Pierluigi Coppola, professore di ingegneria dei trasporti a Torvergata, tra i sei componenti della commissione sulla Torino-Lione presieduta da Marco Ponti. Sull'analisi manca la sua firma perché, spiega, «non condivido la metodologia utilizzata». «Si tratta - dice - di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale», è «il metodo del professor Ponti». «Non mi esprimo sulla sua validità. Ho espresso la mia opinione in una nota consegnata al ministro", ma - aggiunge - ho forti ragioni di perplessità sul metodo usato per l'analisi costi-benefici, e quindi anche sui risultati che ha prodotto». Tra queste «l'inserimento nei costi del mancato incasso delle accise sui carburanti», «una procedura inedita». In commissione «ci sono stati confronti piuttosto serrati, a causa di una evidente differenza di impostazioni». Uno contro cinque? «Sì, è così». Allora perché ha accettato di entrare in questa commissione? «Per una scelta del ministro. Molte altre analisi, a cominciare da quella sul Terzo valico, sono state assegnate al gruppo diretto da Ponti. Io sono stato inserito per produrre un secondo parere» ed «esiste un mio parere che ho scritto di mia iniziativa per consegnarlo al ministro».

Intanto oggi il professor Marco Guido Ponti, coordinatore del gruppo di lavoro sull’opera, in audizione presso la commissione Trasporti della Camera sull'analisi costi-benefici per la realizzazione dell'asse ferroviario Torino-Lione (Tav)  ha affermato che «occorre scegliere tra gli investimenti pubblici visto che sul tavolo ci sono interventi per 132 miliardi di euro». Ponti ha poi aggiunto che «bisogna determinare le priorità di scelta. Non ho detto come scegliere, solo che occorre scegliere». 

 Il professor Marco Guido Ponti ha dichiarato inoltre che «l'analisi costi-benefici è lo strumento dominante». E ha poi aggiunto: «E' un strumento perfetto? No. E' manipolabile sui parametri di ingresso, ma molto meno di altri. Ma è quello assolutamente dominante». 

La valutazione ambientale contenuta nell'analisi costi-benefici sulla Tav è estremamente «rigorosa» ha detto  ancora il professor Marco Guido. «Siamo in un ambito molto rigoroso sulla valutazione sui benefici ambientali», ha detto Ponti, spiegando che sono stati usati criteri europei, che «sono molto più severi» di quelli usati nel resto del mondo. «Chi ci critica dice che non sono stati considerati i benefici ambientali: non è vero», ha detto Francesco Ramella, altro componente del gruppo di lavoro che ha realizzato l'analisi. Questi benefici «ci sono e anzi abbiamo fatto un passo in più evidenziando che i danni ambientali sono più elevati nelle zone alpine». 

Il professore ha difeso la «neutralità» del suo gruppo di lavoro. Il coordinatore del gruppo di lavoro sull'opera ha quindi spiegato che «il motivo per cui molti di noi si sono già espressi» è perché, come nel caso di un medico interrogato sulla salute del suo paziente, «abbiamo risposto, sì il paziente è molto ammalato». Ponti ha poi aggiunto: «Su questo e su altri progetti ci sono state valutazioni negative anche in anni passati. Sono i numeri che parlano, non c'è alcun atteggiamento ideologico. Se vedevo numeri diversi diventavo un Tav sfegatato», ha concluso.