Secondo le ultime ricerche della Banca europea per gli investimenti (Bei) - in collaborazione con YouGov, società internazionale di analisi dell'opinione pubblica - gli italiani sono tra i popoli europei più preoccupati dei cambiamenti climatici. Si parla di una percentuale dell'83%.

Da una prospettiva più ampia sembra che siano gli europei meridionali i più sensibili ai mutamenti climatici, mentre il problema sarebbe meno avvertito come allarmante nei paesi dell'Europa settentrionale. D'altro canto, rispetto a Cina e Stati Uniti, i cittadini europei nel loro complesso considerano più seriamente il problema del clima e dell'ambiente. Quanto agli Stati Uniti invece, solo un terzo della popolazione si direbbe allarmato dai cambiamenti climatici. In generale, nonostante la copiosa informazione sull'argomento, la percentuale di coloro che percepiscono i cambiamenti climatici come naturali rimane ancora relativamente alta: il 6% in Italia, il 20% in Europa e il 14% negli Stani Uniti. Da un punto di vista generazionale invece emerge che i millennials, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, sono più attenti alle questioni ambientali rispetto ai più anziani.

In previsione della COP24, la prossima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, che si terrà in Polonia dal 3 al 14 dicembre 2018, Monica Scatasta, capo della politica ambientale, climatica e sociale della Bei, afferma: «Siamo convinti che il contributo dei cittadini sia fondamentale se vogliamo che gli obiettivi di Parigi diventino realtà»