Oggi e domani a Roma si terrà il Convegno Quadri di Anga, l'associazione che riunisce i giovani imprenditori agricoli italiani e che festeggia i suoi primi sessan'anni di attività.

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista del Convegno Quadri di giugno, Vocealta.it ha intervistato Giangiacomo Arditi, presidente di Anga Lecce, che parteciperà all'iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Questa la testimonianza di Arditi sulla sua realtà aziendale, sui temi che verranno trattati al Convegno e sull'associazionismo in Anga:

«La realtà in cui opera “Terre Sante srl”, l’azienda che conduco insieme al mio socio ed amico Luigi Arditi, è rappresentativa di un panorama imprenditoriale eterogeneo, tendente all’innovazione, con numerosi esempi di eccellenza specie nel settore agrituristico ed enogastronomico.
Il sistema produttivo in senso stretto viaggia a diverse velocità. Ad esempio, rispetto alle eccellenze nel campo della viticoltura, vive un momento di seria difficoltà il settore che per secoli è stato il più rappresentativo del nostro territorio, quello olivicolo, messo in ginocchio dalla Xylella fastidiosa, una vera e propria calamità che porterà ad un cambiamento epocale nel sistema produttivo e paesaggistico della provincia di Lecce e, purtroppo, non solamente di essa. 
Il mio percorso di studi mi ha portato a diventare avvocato, una professione utile a comprendere le possibili implicazioni con la realtà di molte delle attività umane, anche dell’agricoltura. Poi, però, sorge la necessità di relazionarsi con professionalità di altri settori: economico, agronomico, informatico, commerciale, solo per citarne alcuni.
È qui che entra in gioco Anga, una fucina di giovani volenterosi e pieni di buona volontá, pronti a sostenere le sfide del presente e del futuro. Nel Convegno Quadri 2018 il focus sarà su qualità, sostenibilità e innovazione, perché questi tre elementi si intrecciano indissolubilmente e saranno fondamentali per affrontare i cambiamenti del mondo.  Brevemente, la qualità, già importante in ogni settore, nell’agroalimentare lo è ancora di più, non solo per motivi economici, ma anche per ragioni legate alla salute dell’uomo e dell’ambiente. L’innovazione è l’elemento che ci permette di tenere il passo con i tempi, di operare con efficacia nel mercato e, di fronteggiare la scarsità di risorse. Si giunge a questo punto alla sostenibilità, vera colonna portante del sistema, che racchiude in sé: attenzione alla salute del lavoratore, allocazione delle sempre più scarse risorse del nostro pianeta e, infine, tutela del paesaggio e dell’ambiente».