Un territorio difficile che riparte grazie all’agricoltura innovativa e di qualità che produce eccellenze con una strizzata d’occhio alla sostenibilità. Con l’aiuto di Anga, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli, si può far fronte comune per cercare di migliorare l’agricoltura. Il 7/8 giugno saranno questi alcuni dei temi che verranno trattati al Convegno Quadri organizzato per i 60 anni dalla fondazione dell’associazione.

Per conoscere meglio la realtà associativa in vista del Convegno Quadri di giugno, Vocealta.it ha intervistato Giuseppe Colosimo, presidente di Anga Catanzaro, che parteciperà all'iniziativa fortemente promossa dal presidente nazionale di Confagricoltura giovani, Raffaele Maiorano.

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda.

«Provengo da una famiglia di imprenditori agricoli che da tre generazioni gestisce l’Azienda Agricola Colosimo. Dalla mia entrata nella società, nel 2010, abbiamo deciso di produrre olio e, dal mio insediamento, abbiamo deciso di dedicarci all’allevamento di bovini limousine e, breve realizzeremo uno spaccio aziendale».

Il 7/8 giugno, al Convegno Quadri, si parlerà di qualità, sostenibilità e innovazione qual è il suo parere in merito a questi argomenti?

«Credo che la qualità sia l’elemento indispensabile per riuscire a ottenere profitti, considerando soprattutto la competitività del settore oleario. Considero l’innovazione fondamentale per ridurre i problemi derivanti dalla scarsità di manodopera che affligge il sud Italia e che condiziona anche il costo del lavoro. L’automazione riduce i tempi e riduce gli oneri per l’azienda agricola aumentandone i profitti. Infine, la sostenibilità è un tema abbastanza particolare e difficile da affrontare. Ad esempio, lo scorso anno è stato quasi impossibile produrre un olio totalmente biologico in Calabria a causa della diffusione del tripide, un insetto che rovinava le olive e i fiori. Molte aziende sono ricorse all’uso di agenti chimici per produrre l’olio in quantità tali da poterlo vendere. La sostenibilità in generale è un concetto sicuramente importante, ma deve essere collegato ad un criterio economico che permetta di assistere gli agricoltori nei momenti difficili».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione?

«Anga rappresenta una famiglia. Sono iscritto da quasi sei anni e in questo lasso di tempo ho conosciuto tanti ragazzi appassionati come me con cui mi confronto e miglioro le mie competenze. Sono entrato in Anga per cercare di migliorare il settore agricolo dall’interno, soprattutto in un territorio difficile come quello calabrese».