Tanti sono i giovani imprenditori che hanno scelto la terra come punto da cui ripartire per rilanciare l'agricoltura del nostro Paese. Ad aiutarli in questa missione c’è Anga, l’Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli, che sostiene questi nuovi "farmers" e li affianca nell'affrontare le sfide poste dal settore agricolo. Il 7 e l’8 giugno, in occasione del Convegno Quadri per i suoi 60 anni, l’associazione permetterà a tanti giovani imprenditori di intervenire per raccontare la propria esperienza. Parole d’ordine saranno qualità, sostenibilità, innovazione, giovani e sindacato, per sensibilizzare al valore del made in Italy e spingere sull’export in tutto il mondo. 

Per conoscere meglio la realtà associativa, in vista del Convegno Quadri di giugno, abbiamo intervistato Mario Morelli, presidente di Anga Crotone

Vorrei che ci raccontasse un po’ di lei e della sua azienda

«Ho 30 anni e sono laureato in Scienze e Tecniche del Restauro. Dopo aver conseguito il titolo di studio, nel 2014, ho deciso di riprendere un uliveto secolare di proprietà della mia famiglia aprendo un’azienda agricola, l’”Azienda Agricola Morelli Mario”, che si estende per 50 ettari. Stiamo lavorando affinché l’uliveto torni in produzione per la realizzazione dell’olio extravergine d’oliva».

Al Convegno Quadri del 7 e 8 giugno si parlerà di qualità, sostenibilità e innovazione. Qual è il suo parere in merito? Come applica questi valori alla sua azienda?

«Le tematiche scelte per il Convegno Quadri rappresentano valori che devono viaggiare insieme, anche se molto spesso è difficile che ciò accada, perché spesso influiscono fattori esterni. Nel mio caso, ad esempio, è capitato di avere alcuni problemi di scarsa produzione. Nonostante debba produrre per mantenere la sostenibilità economica, cerco sempre di operare nel rispetto della natura e dell’ambiente. Mi prendo personalmente cura dei miei alberi, piantati nell’’800, e spesso mi arrabbio per la poca produttività, ma sono pur sempre conscio che si tratta di patrimonio che va oltre la mera produzione di olio. Ho dalla mia parte una risorsa inestimabile. Quello della secolarità dovrebbe rappresentare un valore aggiunto da tutelare a prescindere. In merito alla qualità, vorrei sottolineare quanto fatto nella mia azienda: quotidianamente lavoro per coltivare all’interno della mia attività questo valore, promuovendo pratiche agronomiche non dannose che permettano al mio olio di raggiungere uno standard qualitativo degno di nota. Produrre biologico rappresenta la direttiva pioniera, ma troppo spesso attuare un coltura bio è difficile a causa dei cambiamenti climatici e delle difficoltà economiche diffuse. Produrre biologico significa anche eseguire i trattamenti al momento giusto, con i migliori ausili tecnici. Mi ricollego così anche all’ultimo tema che tratteremo a giugno: l’innovazione. Università e ricerca sono fondamentali, io stesso mi sto appoggiando a un centro specializzato nella consulenza per le analisi aziendali. La collaborazione con questo ente mi sta aiutando a valutare al meglio le opportunità di investimenti per far crescere la mia impresa. La tecnologia e la ricerca possono essere la soluzione preventiva ai problemi agricoli, penso al caso della Xylella,  che si è diffusa per un problema di monitoraggio e perché molti trattamenti biologici non sono stati fatti in tempo. Quest’anno le mie piante hanno subito l’attacco di un insetto di nome “tripide”. Per il momento ho deciso di trattare le piante in maniera totalmente biologica (utilizzo insetti che mangiano il tripide e non sono nocivi per gli ulivi). E’ necessario agire al momento giusto per limitare l’impatto negativo dell’uomo sulla natura».

Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in Anga e cosa rappresenta per lei questa associazione?

Ho deciso di intraprendere questo percorso in Anga, spinto dal contatto diretto con il mondo agricolo. L’Associazione dà la possibilità di entrare in contatto con altri giovani agricoltori così da arginare il grave problema del Sud: l’isolamento sia a livello locale sia a livello nazionale. Anga è un'opportunità per poter affrontare i problemi e confrontarsi su tematiche globali che rappresentano le sfide del futuro; ci offre una visione di prospettiva rispetto alle altre generazioni; ci aiuta a restare al passo con i tempi (internet, la globalizzazione, gli scambi commerciali internazionali), restituisce speranza e vigore alle piccole e medie aziende del nostro Paese»,

Lei è presidente della sezione Anga di Crotone, ci racconti i progetti futuri del suo gruppo.

«In questo momento sto cercando di capire come coinvolgere gli associati più giovani. L’idea è quella di stimolare il confronto per invogliare i ragazzi a partecipare attivamente alle iniziative. Ho in programma un incontro con la sezione regionale di Anga per ricevere consigli su come far crescere e appassionare i nuovi associati. Il vero problema che sto riscontrando è il poco entusiasmo, nonostante Anga ci offra l’opportunità di condividere le nostre istanze e risolvere le criticità del nostro settore anche confrontandosi all’interno delle istituzioni. Non tutti hanno compreso le potenzialità della nostra associazione».