Il 22 maggio si celebra la Giornata mondiale della biodiversità, ovvero la “festa” della varietà di vita sulla Terra. Troppo spesso, infatti, la diversità biologica di piante, animali e microrganismi viene minacciata dall’intervento dell’uomo. L’Onu ha scelto come data di celebrazione proprio il 22 maggio perché in questo giorno è stato ratificato da 196 Paesi il testo della Convenzione sulla biodiversità, entrato in vigore nel 1993. L’obiettivo del documento è contrastare efficacemente la perdita dell'inestimabile capitale collettivo rappresentato dalla biodiversità, attraverso azioni intraprese a livello internazionale, come un uso sostenibile delle risorse e una condivisione equa dei benefici.

Sul nostro pianeta sono state identificate e classificate circa 1,75 milioni di specie, per lo più piccole creature come gli insetti, anche se gli scienziato sostengono che la cifra si avvicinerebbe più a 13 milioni. Ma la fauna e la flora sulla nostra Terra stanno registrando un continuo declino in tutti i Paesi. Secondo Cristiana Pasca Palmer, segretario della Convenzione sulla diversità biologica, «la perdita di natura aggrava altre sfide globali come il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare e idrica, la salute pubblica e può potenzialmente portare a conseguenze catastrofiche per l'esistenza umana». I pericoli risiedono nella continua distruzione degli habitat e soprattutto delle foreste, in cui dimora l’80% delle specie a rischio nel mondo. L'altra minaccia alla biodiversità, secondo le stime del Wwf, sono il bracconaggio e il commercio illegale, con cui sarebbero minacciate almeno 7mila specie nel mondo. In Italia, secondo gli ultimi dati contenuti nell’annuario 2017 dell'Ispra, il 31% degli animali vertebrati sarebbe a rischio di estinzione, insieme alla metà delle specie vegetali.

Proprio nel Bel Paese, però, non mancano le iniziative in occasione di questa importante giornata, come l’inaugurazione del "Frutteto della Biodiversità", realizzato da Fondazione Fico e Arpae che hanno piantato i gemelli dei patriarchi da frutto e forestali più significativi d'Italia. Il nostro Paese vanta, poi, il primato del noce più anziano d’Europa e più grande d’Italia: si trova a Poggiodomo in Umbria, ancora fruttifica, e ha una circonferenza di oltre 5 metri.

In occasione del 25esimo anno di questa celebrazione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea che «La biodiversità costituisce un valore nel garantire equilibrio ambientale ed equità sociale, benessere e disponibilità di risorse (acqua, cibo e aria pulita) e nel preservare modelli di vita delle comunità locali e valorizzare usi e conoscenze tradizionali. La lotta contro il degrado del clima e la desertificazione, le strategie di adattamento e di contrasto ai rischi ambientali, i paradigmi virtuosi dell'economia circolare, trovano alleati essenziali nella conservazione e nella valorizzazione della biodiversità». Per Mattarella, il nostro Paese è depositario di tante diversità naturali, «elemento chiave di connessione ecologica nel bacino del Mediterraneo e va preservato e valorizzato attraverso l'attuazione della strategia nazionale per la biodiversità, in una crescente consapevolezza collettiva del suo valore non riproducibile e vitale».