La prossima settimana l’Italia e altri cinque paesi dell’Ue, tra cui Francia e Germania e Regno Unito, potrebbero essere deferite dalla Commissione Europea alla Corte di Strasburgo per non aver rispettato le norme sui livelli di inquinamento atmosferico. Il provvedimento pende come una spada di Damocle sulla testa dei sei Stati da diversi mesi ma, fino ad ora, è stato sempre rinviato.

Per quanto riguarda l’Italia, la violazione dovrebbe limitarsi solo all’eccesso di particolato Pm10 nell’aria e, secondo quanto riferisce l’Ansa, potrebbe essere sul tavolo del collegio dei commissari il prossimo mercoledì per poi essere ufficializzata giovedì 17 maggio.

La Commissione starebbe per deferire alla Corte Ue sei dei nove Paesi che vennero convocati d’urgenza alla fine dello scorso mese di gennaio. La causa? Le ripetute violazioni dei livelli di Pm10 e di biossido di azoto (NO2). Oltre il Belpaese dovrebbero essere deferiti: Francia, Germania, Regno Unito, Ungheria e Romania.

Nello scorso mese di gennaio i sei Paesi citati, insieme a Spagna, Slovacchia e Repubblica Ceca, furono richiamati a illustrare un piano di rientro per limitare le emissioni di inquinamento nei centri urbani e rientrare nei livelli preposti dall’Unione. Evidentemente, in base alle ultime rilevazioni, i piani proposti da Madrid, Bratislava e Praga hanno sortito effetti, mentre quelli dei restanti sei potrebbero costringere la Commissione a rinviare i paesi al giudizio della Corte di Strasburgo.