Il nostro paese si posiziona al primo posto nel contrastare l'inquinamento da plastica in mare. Ad annunciarlo è Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, unica associazione italiana a partecipare alla due giorni del convegno PolyTalk, organizzato da PlasticsEurope (Federazione europea dei produttori di materie plastiche). L’Italia deterrebbe la leadership in questo campo tanto che, come ha ricordato Ciafani, quando la premier Theresa May ha annunciato il programma per il Regno Unito di contrasto alle plastiche, «Metà delle misure annunciate, l’Italia le aveva già fatte».

Il convegno PolyTalk vede la partecipazione di istituzioni europee e statali, centri di ricerca, imprese e ambientalisti. Importante è, secondo Ciani, il ruolo delle imprese per intervenire sia nei cicli produttivi che nella realizzazione di prodotti più sostenibili: «Il tema dell’innovazione industriale è decisivo - conferma - ed è importante che su questo si ragioni qui tutti insieme».

Quali le misure che hanno permesso all’Italia di fare da apripista? Il bando sui sacchetti entrato in vigore nel 2012, la sperimentazione nei porti, nel 2015, del conferimento dei rifiuti ripescati senza costi a carico dei pescatori, i due articoli della Legge di Bilancio del 2018 su microplastiche nei prodotti cosmetici e cotton fioc non biodegradabili. «Su questo siamo molto avanti», ha sottolineato il presidente di Legambiente. Ecco perché l'associazione ambientalista, nel corso del convegno di Malta, ha chiesto che le norme italiane «siano replicate e copiate in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo, compresi i Paesi del Nord Africa e Medioriente», dove i livelli di inquinamento da microplastiche, secondo gli studi più recenti, sarebbero paragonabili a quelli dei vortici del nord del Pacifico. Nonostante i grandi passi avanti, al nostro paese è stato chiesto di fare di più, come abolire definitivamente l’usa e getta prevedendo bandi o alternative compostabili; far rispettare la legge sui sacchetti di plastica andando a colpire i 'narcotrafficanti' e non i piccoli spacciatori, sequestrare sacchetti illegali nelle grandi centrali di vendita e fermare l’uso illimitato delle acque in bottiglia.