Domenica 12 novembre, alle 21:18 ora locale (19:18 in Italia) è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 7.3 al confine tra Iran e Iraq, tra le più forti registrate quest'anno. L'epicentro è stato a circa 30 km a sud-ovest da Halabja (Iraq). Secondo le prime stime, sarebbero almeno 348 i morti, la maggior parte dei quali nella regione di Kermansha, in Iran: i media arabi parlano di oltre 5000 feriti e 70mila persone che hanno subito danni alle proprie case.

Molte persone hanno abbandonato le loro abitazioni per timore che possano esserci nuove scosse. La gestione dell'emergenza è stata più difficile a causa della mancanza di energia elettrica e dai danni subiti alle strade, rese inutilizzabile da frane provocate dal terremoto. Per questi motivi, i soccorsi hanno tardato ad arrivare. 

Da stamattina, la corrente è stata ripristinata quasi ovunque e le autorità di Kermanshah hanno cominciato a distribuire tende e coperte tra la gente. Inoltre, l'aviazione ha mobilitato 145 elicotteri per il soccorso e il trasporto dei feriti, mentre l'esercito iraniano ha inviato 4 battaglioni nelle zone terremotate.


Il terremoto, che ha avuto una profondità di circa 25 chilometri, è stato avvertito anche nei paesi limitrofi (Turchia, Kuwait e Isarele), ma non ci sono notizie di danni o feriti. Anche il governo turco sta organizzando spedizioni di soccorso.