E' stato trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni il nuovo Piano Nazionale contro il Morbillo, che mira a vaccinare circa 2,5 milioni di giovani adulti tra i 19 e i 44 anni. L'esame, previsto per la prossima settimana, potrebbe richiedere qualche giorno in più per i necessari approfondimenti. La strategia del documento, messo a punto dal Ministero della Salute e annunciato in grandi linee a novembre scorso, è quella di sfruttare più occasioni possibili per promuovere la vaccinazione, come l'iscrizione a società sportive o università e i concorsi nelle forze dell'ordine.

Il Piano per l'eradicazione di Morbillo, parotite e rosolia 2019-2023 mira a portare queste malattie a un'incidenza di meno di un caso su un milione entro il 2023. «Nonostante i progressi compiuti», si legge infatti, Morbillo «continua a circolare in Italia e a causare epidemie» e «le coperture rimangono sub-ottimali». Per questo, il primo obiettivo è raggiungere e mantenere una copertura superiore al 95% per la prima dose di vaccino Mpr entro i 24 mesi di età, «creando o potenziando l'anagrafe vaccinale».

Tra gli obiettivi prioritari vi è anche quello di "recuperare" i non vaccinati nati tra il 1975 e il 2000, «in considerazione del loro rischio più elevato di contrarre il Morbillo e/o di avere un decorso grave in caso di malattia». Per farlo il Piano prevede la «realizzazione di iniziative vaccinali supplementari». Suggerisce, ad esempio di «sfruttare le occasioni opportune di qualunque tipo» per promuovere la vaccinazione, come viaggi all'estero, iscrizione a società sportive o ricoveri. Prevede inoltre la possibilità di sottoscrivere protocolli con le università per prevedere la vaccinazione di studenti iscritti al primo anno o in viaggio per studio. Tra gli obiettivi, anche quello di raggiungere fasce a rischio, come operatori sanitari, militari e popolazioni rom, nonche' migliorare la segnalazione dei casi e il monitoraggio degli effetti avversi a vaccino.