Donald Trump rincara la dose e si appresta a varare nuovi dazi volti a colpire le importazioni dalla Cina. Un nuovo attacco del presidente americano che, dopo la super tassa (+10%) sui prodotti cinesi varata la scorsa settimana, annuncia nuove tariffe che colpiranno circa 250 miliardi di prodotti cinesi in Usa.

La notizia ha scosso i mercati asiatici che hanno risentito dell’ennesimo provvedimento protezionista del Tycoon. La borsa di Shangai ha chiuso a -3,78% trascinando giù tutti mercati asiatici e parte di quelli europei (Piazza affari ha aperto in negativo di 1.41%). Il timore dei mercati (e di parte dei governi coinvolti trasversalmente) è che una guerra commerciale tra le due super potenze economiche mondiali potrebbe avere degli effetti negativi sulla crescita globale.

L’annuncio dei nuovi dazi è stato annunciato da una dichiarazione del presidente diramata dalla Casa Bianca: «Venerdì scorso annunciavo i dazi su 50 miliardi di importazioni dalla Cina. Questi dazi vengono introdotti per spingere la Cina a cambiare i suoi comportamenti scorretti sulla tecnologia e l'innovazione. Sono anche un primo passo per riequilibrare la nostra relazione commerciale. Purtroppo la Cina ha reagito con dazi su 50 miliardi di esportazioni americane. A quanto pare la Cina non ha l'intenzione di modificare le sue pratiche scorrette, e invece minaccia aziende, lavoratori e agricoltori americani che non hanno fatto nulla di male. Siamo noi in una situazione di svantaggio permanente e ingiusto, che si riflette nel disavanzo commerciale di 376 miliardi. Questo è inaccettabile. Si rende necessaria una nuova azione per spingere la Cina ad aprire il suo mercato. Pertanto, oggi ho dato ordine al responsabile del Commercio estero di identificare un elenco di altre importazioni dalla Cina per un valore di 200 miliardi annui, a cui si applicheranno dazi aggiuntivi del 10%».

Il governo di Pechino ha reagito definendo “un ricatto” la politica protezionista del presidente degli Stati Uniti minacciando nuovi dazi per limitare le importazione di prodotti dagli Usa, così come aveva fatto la scorsa settimana.

In realtà la capacità cinese di reagire e mantenere una guerra commerciale risulta abbastanza limitata, vista la presenza di dazi (nati prima dell’arrivo di Trump alla Casa Bianca) al 25% in molti settori. Inoltre, una situazione del genere tende a sortire effetti ritorsivi, principalmente, sui paesi che esportano i propri prodotti, in questo caso la Cina.