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Prime pagine

 

Brexit al via, strappo della Scozia

 

Trump cancella la svolta verde di Obama

 

Tagli a spese e detrazioni: ecco il piano per Bruxelles

 

Gasdotto Tap, la guerra degli ulivi

 

Dalla scuola alla sanità: in vista 80mila assunzioni

 

 

Politica

Nuovo stop per il Mattarellum alla Camera. Ieri è arrivato un “no sul metodo” da parte del gruppo di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista. In Commissione Affari costituzionali, il deputato Alfredo D’Attorre ha infatti spiegato che dopo la contrarietà espressa da Forza Italia e Alternativa popolare la scorsa settimana non ci sono i numeri per approvare la legge: «Partire con una spaccatura verticale sarebbe mettere la legge elettorale su un binario morto». Le ultime novità sul dibattito della riforma elettorale in un articolo di Dino Martirano sul Corriere della Sera.


In un’intervista a Italia Oggi è proprio Alfredo D’Attorre a ribadire le ragioni dello stop, rispondendo a chi ricorda che erano stati loro a proporre il Mattarellum: «Erano diversi i tempi. Oggi bisogna prendere atto che, in base alle posizioni formalmente espresse in commissione dagli altri partiti, non ci sono le condizioni per arrivare a una maggioranza che approvi una riforma elettorale». E rilancia: «Proporzionale con soglia al 4%».

 

Su Repubblica intervista di Goffredo De Marchis a Pier Luigi Bersani: «Gentiloni deve cambiare la manovra, non sosteniamo il governo a ogni costo». Il leader di Mdp: «Su farmaci ed energia meglio le proposte dei Cinquestelle, se pensiamo di creare un’unione sacra contro i populisti li facciamo soltanto decollare verso la vittoria».

 

Si tiene oggi e domani a Malta il congresso del Partito Popolare Europeo. Prevista la partecipazione del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che incontrerà, tra gli altri, la cancelliera Merkel e il premier spagnolo Rajoy. Ne parla Cramer sul Giornale anticipando i contenuti del messaggio che Berlusconi darà al vertice («Io argine all’antieuropeismo»), mentre La Mattina sulla Stampa nota un paradosso: “L’ex premier tifa per la rielezione di Angela Merkel e spera nella sconfitta di Le Pen. Allo stesso tempo cerca una riedizione del centrodestra con Matteo Salvini e Giorgia Meloni”.

 

Ieri il deputato di FI Augusto Minzolini, condannato a due anni a e mezzo per peculato, ha presentato le sue dimissioni da senatore. Sulla decisione dovrà votare l’Aula. Intanto per Minzolini si aprono le porte dei servizi sociali al centro di Sant’Egidio. Ne parla Monica Guerzoni sul Corsera.

 

Sul Tempo intervista di Antonio Rapisarda a Sara Manfuso, compagna di Alfredo D’Attorre, iscritta da poco al Partito Democratico: «E’ ora di superare i vecchi tabù: si può essere belle e di sinistra. Sono sempre stata legata alla sinistra ma non ho mai fatto militanza, perché sinora non ne avevo avvertito l’esigenza. Alle primarie voterò Renzi, stimo Orlando e fatico a riconoscermi in Emiliano».

 

Economia

Su Repubblica, Roberto Petrini illustra i contenuti del Programma nazionale delle riforme, che a breve sarà varato insieme al Def: “Taglio agli sconti fiscali, nuovo catasto e cuneo: ecco il piano di riforme che andrà a Bruxelles. Il governo punta su una riduzione dei contributi per l’assunzione di giovani e donne”.

 

Da Bruxelles intanto arrivano segnali non incoraggianti. Bresolin sulla Stampa: “Nessuno sconto dall’Europa: «La correzione resta dello 0,2%». Bruxelles a Roma: «Pensate alla fiducia, i problemi sono debito e banche. E’ ancora prematuro parlare di una flessibilità sulla Finanziaria del 2018”.

 

Sul Sole 24 Ore, Gianni Trovati parla della “carica delle 80mila assunzioni” in arrivo nella pubblica amministrazione: “In arrivo fino a 32mila posti aggiuntivi per scuola e Comuni, dalla riforma 50mila stabilizzazioni in tre anni”.

 

Meletti sul Fatto Quotidiano: “A Vicenza nuovo buco da 2 miliardi, qualcuno informi Padoan e Visco. Già bruciata l’iniezione di capitale da 1,8 miliardi fatta da Atlante solo nove mesi fa per la Popolare di Vicenza”.

 

Società

Ferruccio Sansa sempre sul giornale diretto da Travaglio: “Schiaffone Onu all’Italia: «Deve garantire l’aborto». Il rapporto del Comitato per i diritti umani censura il governo sull’interruzione di gravidanza ma anche su tortura, detenzione e rimpatrio dei migranti e diritto all’adozione gay”.

 

E’ l’incipit di tutte le storie quando la cronaca nera irrompe in quel mondo candido: «Sembrava la famiglia del Mulino bianco». Sul Giornale Stefano Zurlo intervista il sociologo Francesco Alberoni, inventore dell’immagine-simbolo: «Dal sogno della perfezione ai fatti di sangue, così il mio Mulino bianco è teatro degli orrori».

 

Esteri

Nove mesi dopo la Brexit, oggi l’ambasciatore britannico presso l’Ue consegnerà la lettera con cui Londra notifica ufficialmente a Bruxelles la sua decisione di uscire dall’Unione. Intanto la Scozia sfida Londra: il parlamento ha approvato la richiesta di indire un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito. Ne parla, fra gli altri, Enrico Franceschini su Repubblica.

 

Il presidente americano Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui si annullano i provvedimenti a tutela del clima varati da Obama, che prevedevano restrizioni delle emissioni delle industrie e la riduzione delle centrali a carbone. Marco Valsania sul Sole: “Ambiente, Trump cancella le politiche di Obama. Firmati nuovi decreti che annullano tra le altre cose i limiti alle emissioni di CO2”.

 

Sull’Unità (Marina Mastroluca) ritratto di Alexei Navalny, “il blogger che sfida Putin smascherando i corrotti”.

Sul Fatto Quotidiano, Giampiero Gramaglia intervista l’ex presidente della Catalogna Artur Mas, recentemente condannato per aver indetto un referendum per l’indipendenza: «Siamo catalani, non scambiateci per leghisti. Vogliamo l’indipendenza dalla Spagna ma restare nell’Ue».